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START DATE:  27.02.2000     WEBMASTER:  TETSUYA  
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RX-78-2 - Gundam  
BOX
MOBILE SUIT STATS
Height 18 m
Standard Weight 43.4 t
Full Equipment Weight 60 t
Power Generator 1380 Kw
Thruster 2400Kg x2 - 1870Kg x4
Acceleration 0.93 G
Sensor radius 5700 m
180° turn time 1.5 seconds
Armor Lunar titanium alloy
Armament Beam rifle - beam saber x2 - vulcan gun x2
Armament Beam javelin - hyper bazzoka (380mm) - Gundam hammer
BANDAI 1:60 Perfect Grade scale plastic kit
Modeled by Tetsuya - Photo by Tetsuya
FRONT SIDE BACK
 Alla fine del 20° secolo, sulla Terra, vi fu un boom demografico. Questo spinse il Governo Federale Terrestre (E.U.G. Earth Union Government) a tentare l’evacuazione della popolazione verso lo spazio. L’importanza di questa decisione portò anche l’uso di un nuovo calendario: UC (Universal Century). Col passare degli anni, il risentimento da parte della popolazione in esodo forzato nello spazio, divenne tale da far scoppiare una guerra tra la federazione terrestre e i coloni spaziali riunitisi sotto la bandiera di Zion: la famosa guerra di un anno! (UC 0079).
 
L’RX-78-2 è il risultato del progetto segreto “V” con il quale l’esercito terrestre ottenne la vittoria nei confronti delle forze di Zion. Il Gundam (General Purpose Utility Non Discontinous Augmentation Maneuvering weapon system) venne pilotato da Amuro Ray. Il padre di Amuro ne curò invece il progetto.
  Gundam venne dotato dell’AMBAC (Active Mass Balance Auto Control): sistema computerizzato di auto bilanciamento che permette al mobile suit di camminare imitando la muscolatura umana.  A differenza degli Zaku di Zion il MS terrestre fu fornito di un campo visivo più ampio, di un corpo più snello e soprattutto di un arsenale superiore alla media con armi innovative come il beam rifle e le temibili beam saber.
HEAD UNIT
 Finalmente, dopo circa un anno dall’acquisto di questo gunpla, sono riuscito a completarlo :) in realtà mi sono regalato delle lunghe pause tra una sessione e l’atra.... :) Comunque il lavoro non era poco: il solo assemblaggio delle parti interne ha richiesto quasi un giorno di lavoro! I tempi si sono allungati quando ho deciso di verniciarlo. Ma andiamo con ordine: ovviamente la prima fase è stata il montaggio della struttura interna. Una volta costruito tutto lo “scheletro” e i relativi meccanismi idraulici ci si trova davanti ad una specie di cyborg dall’aspetto minaccioso con occhi luminosi, dita articolate e ammortizzatori. Bellissimo!

 La parte più difficile da montare è stata senza dubbio il piccolo circuito elettrico all’interno della testa che permette al piccolo led verde di illuminare gli occhi del Gundam e, grazie a un gioco di specchi, il sensore posto nella parte superiore. Il tutto viene alimentato da una pila posta in cassettino che si inserice orizzontalmente nella parte posteriore del capo.
 Lo scheletro interno è stato dipinto interamente a mano con colori Humbrol. Questo perché spruzzando con l’aerografo avrei rischiato di incrostare, e quindi bloccare, le decine di piccoli meccanismi che permettono i movimenti degli arti.

 Infatti tutte le giunture delle braccia e delle gambe possono essere mosse grazie ad una serie di pistoni (funzionanti) che rendono il tutto molto realistico...mai avrei pensato fosse possibile realizzare qualcosa del genere!