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Testament's collection: The Beauty and The Mecha 
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Messaggio Re: Testament's collection: the beauties and the robots
Per la serie "Le recensioni della roba di Astrotrain che passano prima da casa Testament" oggi andiamo a scoprire...

Itasha Robo

Provenienza: Hikounin Sentai Akibaranger
Linea: S.H.Figuarts X Chogokin
Scala: 1/12
Produttore: Bandai
Materiale: Diecast, ABS, PVC
Altezza: 375 mm


Tanto per cominciare un po' di informazioni...

Innanzitutto, cosa vuol dire Itasha?

Itasha, in giappone, è il termine che indica la moda di decorare la propria auto a tema con personaggi dell'animazione, in maniera più o meno sobria e più o meno fighissima. Adesivi immensi formato auto o aerografate incredibbboli.

Tipo per esempio:

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...oooooooooooook :D

E potrei continuare per ore, ma fatevi pure un giro su google QUI.


E fin qui ci siamo.

Chi sono gli Akibaranger, o meglio la Squadra non-ufficiale Akibaranger?

Sono una serie sentai, divisa in 2 stagioni (molto corte rispetto agli standard delle serie analoghe) che... segue le avventure di un gruppo non ufficiale di Sentai, non riconosciuto nella numerazione standard e che cerca di guadargnarsi la visibilità e il successo per essere riconosciuto e ricordato insieme agli Zyuuranger, ai Gekiranger, ai Go-Buster, ai Kyuranger, ai Toqger ai Ninninger e a tutti gli altri eroi che dal 1975 hanno popolato le TV e i cuori dei bambini (e non) giapponesi (e non).

Sono 3 (invece dei canoni 5+) ranger improbabili, che hanno base in un sentai cafè ad Akihabara (Akiba abbreviato), il quartiere dell'elettronica, degli anime, dei videogiochi e delle minchiate giapponesi in genere.


La serie è di per sé una parodia del genere dei sentai, molto metateatrale e decisamente fuori di testa, nonché un must per ogni appassionato per via delle continue citazioni, dei dietro le quinte delle produzioni di genere e degli incontri/scontri con altri gruppi sentai autorizzati.

Tanto per gradire un paio di immagini:

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Una cosplayer, un otaku dei sentai e una studentessa di arti marziali... la follia, vi giuro XD. Eppure una delle mie serie preferite, pure triste a tratti.


E siccome la sigla è una roba che non la trovi manco a piangere in septentrion, tocca linkararla da un ep, finché non levano anche quello da youtube, ma questo rende l'idea del tono della serie XD.

https://youtu.be/8a0igEzv1HI?t=1m49s

E ce ne sarebbero di cose da dire e da linkare.
Che praticamente è una serie ambientata nel mondo delle seghe mentali.
Che combattono contri gli "impiegati scontenti".
Che rifanno la sigla dei Dairanger...

Che... che cazzo ci fate ancora qui!? Andate a scaricarla :D



Ok ok, torniamo a noi.

Come si capisce dalla sigla, loro purtroppo non hanno un megazord ubergigante da pilotare.

Gli tocca di accontentarsi di una Toyota Prius, ribattezzata MACHINE ITASHA, dato che è decorata con adesivi a tema della serie immaginaria Nijiyome Academy Z-Cune Aoi della quale Akiba Red è follemente fan.

La protagonista di questa serie, o meglio il modellino che si trasforma in pistola, è anche il dispositivo che permette a sto trio di ritardati di trasformarsi nelle loro controparti sentai, e l'abbiamo già vista in una recensione precedente (dove tra l'altro vedo che stavo a rifare gli stessi discorsi sugli Akiba, repetita juvant).

Machine Itasha, col grande potere della IMAGINATIOOOOOON (no, quelli erano i Toqger...)... della DELUSIOOOOON si trasforma in un mecha, l'Itasha Robo, ma solo quando ha voglia eh. Che consuma pure un sacco di energia.


Passiamo quindi alla protagonista di questa recensione al grido di "IL DOLORE È FORZA!" e cominciamo dalla confezione:

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La confezione è molto colorata e in linea con la grafica delle altre scatole della serie.

Tanto per cominciare è mastodontica, circa 40 cm di lunghezza, perché, se non l'avete letto lassù in cima, sto modello è una bestia di 37,5 cm in modalità robot e più o meno siamo lì anche in modalità macchina.

Il modello è stato pensato per essere in scala (UNO A DODICI) coi modelli S.H. Figuarts degli Akibaranger, che possono effettivamente salirvi a bordo e pilotarlo, ma, come altri modelli di mamma Bandai, non è solo una S.H. Figuarts, è anche un Chogokin della linea senza il "Soul Of" o il "Super Robot" davanti (come il VB-06 Koenig Monster di Macross era un incrocio Robot Spirits X Chogokin).

Perché sì, è pure parecchio metallosa. La scatola pesa sui 2 kili e mezzo, tolta un po' di tara ci resta una macchina di quasi 2 Kg di zama e plastica. Lunga quasi 40 cm. Fatevi 2 conti sulle spese di spedizione XD


All'interno della confezione troviamo, sapientemente incastrati modello tetris e separati da fogli di cartone:

La basetta, indispensabile per questo modello e griffata col logo degli Akibaranger. Una volta tanto, per fortuna, è trasparente e non il solito blocco di plastica nero:

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Un blister con gli accessori e gli altri pezzi della basetta di sostegno:

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Fra gli accessori, su cui torno fra poco, si nota una seconda antenna della macchina. Quella montata di default è morbida e si piega a contatto, quella extra è rigida, ma date le manovre che servono a trasformare il tutto, meglio lasciare quella morbida.


Il libretto di istruzioni, fondamentale. No, davvero:

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E ovviamente lei, coperta da un foglio di plastica protettivo e chiusa in un blister a pezzo unico che si richiude su se stesso a C:
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Soffermiamoci un attimo sugli accessori:

Abbiamo il CD della sigla dell'anime Nijiyome Academy Z-Cune Aoi, in scala pure lui e impugnabile da Akiba Red (sarà un cm quadrato) che permette (nella serie ovviamente), una volta messo nello stereo e sparato a tutto volume, la trasformazione da Machine Itasha ad Itasha Robo. La confezione si apre (dividendosi in 2) per rivelare al suo interno pure un CD di plastica XD:

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Infine abbiamo le armi. Nel mondo reale, Itasha Robo grazie alla forza dell'illusione è in grado di trasformare parti di Akihabara stessa in armi, nella fattispecie 2 cartelloni.

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Uno che pubblicizza 2 bar (lo Tsun Tsun bar e il Cafe Dere Dere, da "Tsundere" e se non sapete cosa vuol dire, googlate un po'), e uno è un cartellone di un altro locale di Akiba, I suppose (Denma qualcosa Akiba).

Il primo si smonta nelle spade gemelle Tsundere Swords e il secondo diventa il Signage Rifle, col quale Itasha Robo può eseguire il Kanban Bang attack.

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E ora concentriamoci sul pezzo forte. Una volta liberata dai suoi vincoli, la Machine Itasha si rivela in tutto il suo splendore, coi suoi colori vibranti e il suo notevole peso:

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Dannata cipolla censuratrice...
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Il lato inferiore dell'auto fa poco per tradire la natura transformer del veicolo.

La macchina è praticamente perfetta, gli adesivi sono piazzati sapientemente, pur con 2 o 3 punti microscopici sbrecciati.
Le ruote girano, le portiere si aprono e... beh è una macchina, non fa le capriole.

Ora, siamo tutti d'accordo. È una cosa super tamarra e ultra pacchiana XD, ma è bella da fare il giro, se solo si accetta la sua natura di macchina Itasha con le illustrazioni manga.

Cioè, o piace o non piace, quello è personale. Onestamente a me piace e poi, giustamente, le sono legato affettivamente per l'amore che provo verso gli Akibaranger, quindi indubbiamente sono di parte nel giudicarla esteticamente.

Ma oggettivamente come realizzazione, peso e finiture è davvero un prodotto ottimo al netto delle ovvie linee di separazione necessarie alla trasformazione.


Mi scuso in anticipo per gli eventuali riflessi del mondo intero sui vetri della macchina, ma anche volendo usare una lightbox, è talmente grossa che la cosa diventava complicata...


All'interno della macchina, inoltre, se si guarda con attenzione, è possibile scorgere l'imballo della testa dell'Itasha Robo. È confezionata a parte, rinvoltata in diversi giri di plastica e posizionata nel sedile posteriore. La cosa buffa è che una volta montata è quello il suo posto, cioè non è necessario staccarla e attaccarla ogni volta... quindi boh. Un'ulteriore protezione per un pezzo un po' delicato suppongo.



Non possedendo le Figuarts degli Akiba, per darvi un'idea della scala, ricorrerò alle mie robotiche vallette.

Drossel (Figma) non vede l'ora di farsi un giro:

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I personaggi in scala 1/12 entrano perfettamente nell'abitacolo senza troppe difficoltà. Certo, alcune teste più ingombranti necessitano una potatura...

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E ora si parte con la trasformazione.

La VF-171 nightmare ha popolato i vostri incubi per notti e notti? Itasha robo sarà il vostro nuovo Freddy Krueger!

Le istruzioni sono chiare e sufficientemente dettagliate e la trasformazione è studiata bene e ingegnerizzata meglio, MA è la maneggevolezza del tutto che vi farà sudare settordici camicie. Ci ho messo non meno di mezz'ora - 40 minuti per arrivare a fine.

C'è che il modello pesa 2 Kili ed è lungo quasi 40 cm in pezzo unico. Tenerlo in mano è un casino e non sai mai come e dove appoggiarlo e quanta forza applicare.

Ma la preoccupazione più grande deriva dagli adesivi. La paura di ruotare un pannello e sverniciare una fiancata è enorme e il rischio notevole se non si maneggia il tutto con estrema cura e attenzione.

La prima volta almeno poi c'è da aggiungere che è dura come l'acciaio e ruotare anche un semplice pezzo come il bacino diventa una prova di forza.

Come detto prima, però, è studiata molto bene e seppur complessa, la trasformazione non lascia nulla al caso e nessun pezzo ciondolante.
Ogni cosa che si muove ha dei perni in cui incastrarsi solidamente, ogni parte che scorre ha dei peg da ruotare per fissarla in posizione e se vi sembra di stare sforzando troppo un pezzo o esercitare una leva estrema è perché non avete estratto con sufficiente forza la parte in questione. Quando tutto è nella posizione giusta, la trasformazione va liscia come l'olio, il dramma è capire QUANDO la parte che stai maneggiando è arrivata a fine corsa e quando invece le manca ancora mezzo cm di sforzo.

Fondamentale in questa fase è la costruzione della basetta.

Purtroppo il peso del modello è tale che anche avere mezze gambe di zama non consente al robot di reggersi con le sue sole forze, ma serve necessariamente il supporto della basetta che si aggancia al bacino e tiene il tutto in posizione, altrimenti si accartoccerebbe su se stesso.
Secondariamente c'è che finché sei un effetto speciale in un telefilm, corri e saltelli. Quando esisti in PVC e zama ti rendi conto che sei un tantino top heavy e sbilanciato per non frullare in terra.

La trasformazione quindi si divide sostanzialmente in 2 parti. Prima di tutto si trasformano le gambe e si posiziona il parziale sulla basetta:

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Arrivati a questo punto le cose si semplificano un po' perché non dobbiamo più fare i giocolieri e tenere in mano la belva, ma operiamo sulla parte superiore col robot già in piedi, in Gerwalk.

Si noti la testa tolta dal suo imballo. Come già detto, una volta agganciata nella sua posizione definitiva resta al suo posto per sempre, solo che essendo sostanzialmente un arco cavo di plastica risulta un po' delicata.

Altra cosa, i piedi sono divisi in parte anteriore e tallone. Il tallone è orientato fisso a 45° per permettere la posa a gambe allargate. La parte anteriore dei piedi va allineata di conseguenza dato che questa è l'unica posa consentita alle gambe, a meno di variarne l'altezza come vedremo poi.

Comunque si continua con la trasformazione:

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Le braccia sono appunto durissime da estrarre, come le portiere prima di farle ruotare. Il retro è geniale perché ruota e scorre verticalmente e poi si fissa tramite 2 leve che rientrando ne impediscono la ricaduta.

Un altro po' di lavoro e di sudore dopo... et voilà:

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E giusto per i dettagli che non si vedono, la parte posteriore del cofano ruota per rivelare i retrorazzi:

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Dal ginocchio in giù e tutto metallo. Le spalle sono in metallo e gli avambracci pure. Altri vari pezzi e giunture e snodi sono in metallo, il resto è plastica altrimenti pesava 12 Kg.

A livello di articolazioni ne avrebbe anche di valide e resistenti, ma sostanzialmente le gambe per quanto articolate alle anche, alle ginocchia e alle caviglie non possono muoversi per via della posa stazionaria che non consente variazioni.
Cioè, volendo le muovi anche, in avanti, indietro, solo che il bacino lì rimane, fisso nello spazio.

Il bacino ruota. La testa ruota e si inclina verso l'alto.

La maggior mobilità senza dubbio l'hanno le braccia, a partire dalla spalla fino alle dita.
La spalla, potendo ruotare con sonori click di 360° permette quasiasi posizione.
Il gomito ha un doppio snodo che si traduce in un piegamento di 180° e il polso ruota.
Il pollice è fissato alla mano e non è mobile, ma le altre 4 dita sono articolate singolarmente, pur se in pezzo unico. Niente falangi.
Le braccia sono davvero fortissime e solidissime. L'unico loro impedimento è costituito dal "petto" del robot che essendo così prominente ne impedisce la posabilità verso l'interno.

Non è un robot terribilmente avvantaggiato sul fronte della posabilità. Le sue pose fighe da battaglia le ottiene, ma certo non è stato costruito con l'intenzione di fargli fare le capriole o metterlo in ginocchio.


Tutti a bordo!!
Si è unita anche Scarlet Rain (sempre Figma) a far baldoria con Drossel, giustamente in mancanza della sua Immovable Fortress si accontenta di quel che passa il convento. E le piace fare la Red Ranger.

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Il posto dietro la testa è quello del "pilota" che è anche il preposto all'armamento. Itasha Robo ha montate sulla schiena 2 mitragliatrici, le Ita Machine Guns e la testa può convertirsi nel cannone Ita Launchers, con tanto di mirino e impugnatura. KABAAAAN!

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Dettaglio dell'articolazione del braccio:

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E del petto. Al posto di guida, Scarlet Rain vi saluta tutti:

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E ora passiamo all'armamentario. Le armi si incastrano solidamente nella mani fra il pollice fisso e una scanalatura sul palmo che le tiene in posizione.

Le Tsundere Swords:

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Il Signage Rifle:

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Infine, come accennavo su, è possibile accorciare la colonna di sostegno della basetta togliendone un pezzo per far sì che Itasha Robo pieghi le ginocchia e ottenga una posa più "accucciata".
Ma fatelo in 2. Perché servono 2 mani per smontare la basetta e almeno un'altra mano per tenere il robot sospeso dato che non si può appoggiare da nessuna parte, ché in piedi non ci sta e collassa, di lato si graffia la fiancata, a pancia in giù si rovinano le gambe e il petto, di schiena ci sta l'antenna e tutto l'adesivo sul tettuccio... HELP!

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Oppure può venir comodo imparare la telecinesi. Ecco, in quel caso non avete bisogno di nessun'altro.

Insomma è una cosa che è bene decidere prima di trasformarlo se lo volete a gambe distese o piegate.

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In definitiva è un modello davvero fantastico.

Sgraziato e goffo se vogliamo, ma fedele al design originale e perfetta riproduzione dell'Itasha Robo trasformabile, che conserva comunque un fascino tutto suo. Insomma, è simpatico.
Corredato dal trio degli Akibaranger sicuramente ne viene valorizzato ulteriormente.

La sua enorme pecca è il compromesso fra le dimensioni ottenute e la posabilità sacrificata.

Poi ovvio, se vi fanno cacare le Itasha Car, gli Akibaranger, il design del robot ecc ecc allora c'è poco da fare. :roll:

Certo, fra la zama dell'Itasha Robo e la zama del Diapolon ET, non avrei da pensare un secondo sul dove indirizzare i miei soldi :D

IL DOLORE È FORZAA!!


E commentate, ché sta recensione è bella carica di foto e non voglio metterne altre in questa pagina sennò buonanotte al browser, quindi s'ha da gira' pagina!
:work:

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ven apr 14, 2017 1:04 am
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Messaggio Re: Testament's collection: the beauties and the robots
Aggio visto in anteprima un paio di foto che mi passasti, ma ora che vedo il gran completo sono iper super fanta mega soddisfatto dell'acquisto:
da un lato,
dall'altro mi adombro al dubbio delle dimensioni, è più grossa di quanto mi sembrasse nelle foto d'anteprima, e più grossa della Panda di mio fratello... e...
in generale forse del suo garage e...
...
cioè è davvero un modello importante.

'Ndo cazzo lo m... no ok... spero ci stia in una detolf, magari trasformato, o magari anche no... 'Tia quant'è bella, quel rosso vibrante è... stratoSFERICO, e poi è davvero un soggetto atipico.

Ci sarebbe da dire che non è che straveda per le Itasha, ma... ne contemplo la grafica, che per l'appunto in alcuni casi trovo abbastanza blanda, però quella realizzata per l'auto degli Akiba è bella, piena senza essere confusa, e dalle foto la stampa è realizzata ad arte.

Sono esageratamente eccitato all'idea di averla finalmente presa.
Prima o poi... ma poi io sono più da "poi" che da prima, e invece... hai visto che il poi è diventato prima e che la prius da prima è passata di lì e poi passa da me, cioè...
il poi da me non è ancora diventato adesso, ma lo diverrà...
prima o poi...
...
immagino poi.

Foto meravigliose, modello meraviglioso, un modello Brave a tutti gli effetti, e i cartelloni trasformabili sono la morte sua, davvero, vale la pena farti aprire la roba, è che poi si intasa la panda, e diventa un pò un problema...

Comunque... grazie mille per tutto, per il servizio fotografico, per non avermela scassata, per averne avuto cura fino all'altro ieri... e che mo io, se tutto va bene la vedrò in estate :D

AAAAH cosa rido, è un'eternità!
Comunque la foto più bella è quella con Pinkie Pie, è pure animata, c'è gente che ammazzerebbe per saper fare una foto così, vai, non ho più nulla da insegnarti giovine virgulto.

Oh, no però una cosa m'ha deluso di tutta la rece
eccheccazzo!...
Non hai usato Woody! :no:

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ven apr 14, 2017 5:29 am
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Messaggio Re: Testament's collection: the beauties and the robots
Questo e' uno di quei modelli che, non fosse stato per la recensione di Testa, non avrei mai notato!!!

Ma cosa mi sarei perso!

Sono sbalordito!!!! Bandai si conferma sempre al TOP!

As usual: "complimenti per foto e recensione, completa, accattivante e appagante"

:ok: :ok: :ok: :ok:

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ven apr 14, 2017 9:27 am
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Messaggio Re: Testament's collection: the beauties and the robots
che bestia!! :shock: (il modello, eh... non tu :D )

in pratica, un Transformer oversize : al di là dell'estetica "estrosa" (che va a gusti personali, ma comunque - nell'ottica dello show da cui è tratto -ci sta come il cacio sui maccheroni), mi pare di capire tanta tecnica... brava Bandai e bravo Testament :ok:

ho solo un rammarico da esprimere: la scala di grosse dimensioni è senz'altro appagante, ma - IMHO - non deve inficiare la fruibilità del modello.... piuttosto (e qui sento un Tecno che muore dall'altra parte del mondo :D ) avrei preferito meno die cast e più plastica, se il beneficio fosse stato di autoreggenza sulle proprie gambe senza sostegni vari, di maggior posabilità e (soprattutto) della superfluità dell'assistenza di un'altra persona nella sistemazione del robot :paura:



recensione SUPERPROFESSIONALE (ma che lo dico a fare???)

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ven apr 14, 2017 10:16 am
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Messaggio Re: Testament's collection: the beauties and the robots
Grazie ragazzi.

Astro, se ci sommi il coalescente... La panda di tuo fratello è fuori dal garage :D


Comunque non lo so, con quelle gambine secche non sono sicuro che, anche fosse stato fatto interamente di plastica, si sarebbe retto in piedi stabilmente.
Mi sa che sarebbe stato molto precario come equilibrio.

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ven apr 14, 2017 11:21 am
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Messaggio Re: Testament's collection: the beauties and the robots
Mannaggia, sta pagina non si gira da sola... non voglio metterci un'altra rece altrimenti parte un giga a chi la deve aprire :D

Apriamo un sondaggio utile al giro pagina che si concluderà al giro di pagina, cioè fra 6 post. Sennò decido io...

Prossima recensione, preferite

A)Un transformer

B)Una "robottessa"

?


Non che l'uno escluda l'altra, è solo una questione di priority. :contract:

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gio mag 04, 2017 3:04 pm
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Messaggio Re: Testament's collection: the beauties and the robots
Transformer :mrblue:

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Messaggio Re: Testament's collection: the beauties and the robots
Test... tu comperi "solo" robottesse XD

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Messaggio Re: Testament's collection: the beauties and the robots
MenZogne! :D

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gio mag 04, 2017 6:06 pm
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Messaggio Re: Testament's collection: the beauties and the robots
Complimenti come al solito.

E grazie per farci conoscere anche oggetti improbabili che dimostrano invece fascino e tecnologia appagante :beer:

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gio mag 04, 2017 6:08 pm
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Messaggio Re: Testament's collection: the beauties and the robots
non posso che accodarmi, saggiamente in coda, al trenino dei complimenti per la rece.
alla prima foto son rimasto come una mucca che fissa al passaggio a livello, ma complice il Recensionista de noartri ho scoperto un qualcosa di bizzarro che invero un suo fascino lo ha.
anche io avrei sacrificato zama (da qualche parte, un Tecno soffre) per avere posabilità ed il minimo sindaccale del poter restare in piedi autonomamente (che simpatico!), e gli itasha sono too much per me, ma avere una auto in scala ed utilizzabile da figuarts, per giunta trasformabile, è una figata pazzesca.


gio mag 04, 2017 8:14 pm
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Messaggio Re: Testament's collection: the beauties and the robots
Fighissimo modello e grandiosa rece.

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Dammi tre parole: metallo, metalloso, zama

How many seconds in eternity

Adoro i piani ben riusciti!

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sab mag 06, 2017 8:36 am
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