E vince il sondaggio, per un poderoso e schiacciante 1 a 0, la recensione di un Transformer! Yay!
Quindi oggi tocca a:
MP-20 WHEELJACKProvenienza: Transformers
Scala: No
Produttore: Takara Tomy
Materiale: ABS, PVC
Altezza: 145 mm (veicolo) / 170 mm (robot)
E direi pure che è la prima recensione che faccio di un Masterpiece Takara. Anche perché a parte Saetta, il mio 2° preferito quando ero bambino, ho solo l'MP-10 che ancora non mi sono deciso a recensire (e che per inciso, era il mio 1° preferito).
La Lancia Stratos è una bella macchina, soprattutto con la sua livrea racing, ma io l'ho sempre preferito in modalità robot, che a me le macchine interessano poco. Tuttavia aveva questo design quasi sperimentale, molto avveneristico che la rendeva fighissima.
Senza dubbio molti miliardi di volte più fighissimo di sto furgone spaziale che era su Cybertron:

Lo scienziato Autobot ha davvero sempre avuto un posto speciale nel mio cuore, quindi era inevitabile che prima o poi questa sua incarnazione praticamente perfetta entrasse in collezione. Niente valigetta di plastica made in Amazon però, non che me ne fregasse qualcosa di un pezzo di plastica extra...
Grande pregio di questa linea è la compattezza delle confezioni, almeno per quel che riguarda i veicoli normali (che poi altri abbiano la stessa confezione di Optimus Prime CON rimorchio, ancora non me lo spiego...).


Caruccia, stilosa nella cover e facilmente stoccabile nell'armadio.
Al suo interno un blister di plastica trasparente raccoglie tutto quel che c'è da raccogliere. Del resto è solo una macchina con qualche arma, mica può occupare un metro cubo.

E quindi abbiamo macchina e armi varie, istruzioni, card da collezione e una sprue con 2 paia di specchietti retrovisori da montare a posteriori.

Gentilmente forniti, appunto, in doppia copia dato che per la loro posizione e forma si possono facilmente spaccare e/o perdere se non ci si fa attenzione.
Sul comparto armi si fa presto:

Pistola (che può essere agganciata sotto la macchina a mo' di tubo di scappamento) e cannone lanciamissili con missile (non sparante, per fortuna). Cannone che può essere agganciato sia sulla spalla del robot che sul tettuccio della Lancia Stratos.
E sotto con la configurazione Lancia Stratos, così come esce dalla scatola e dopo l'applicazione degli specchietti:



Si noti la pistola/tubo di scappamento.
La macchina è davvero molto bella, gli adesivi e i colori sono ben applicati con alcune minime incertezze sulla scalinata posteriore. Al netto delle linee di trasformazione è una renderizzazione davvero molto fedele e piacevole da guardare.

Il cannone, come accennavo prima, può essere agganciato sul tettuccio tramite un pannellino a molla. Il problema è che alle volte si incastra così bene che è difficoltoso poi rimuoverlo, cercando al contempo di non sverniciare il tettuccio ^^.

Ed eccola, a distanza di, boh, 32 anni? a fianco con il suo predecessero sopravvissuto fino ad oggi. Mi sa che comprerò dei reprolabel per riportarlo un pelo ai fasti di allora, anche se non basterà.
Fa davvero strano leggere oggi Alitalia scritto correttamente XD Mitica Alitalla.
Il vintage aveva comunque i suoi pregi, come le portiere che si abbassavano (perché, chiedo io) e l'abitacolo che si apriva per metterci il pilota diaclone. Ah, e parecchie parti in metallo, per gli amanti.
Il Masterpiece non apre e non muove niente. E pace XD

E ora VIA! TRANSFOOOOORM! In a Dash!

Abbastanza semplice come trasformazione, si liberano e si estendono le gambe, piegando e formando i piedi e poi si ribalta il retro spiegando le braccia, liberando la testa e ricompattando il tutto.
Il solo punto critico è la piegatura delle ali posteriori che se non si sta attenti rischiano di fare una brutta fine.
Et voilà!



Ha un pelo di piedoni, ma complessivamente fra pannelli che si piegano per coprire zone cave e altre soluzioni intelligenti, il risultato è proporzionato e godibile a 360° senza offrire il fianco a inestetismi da trasformazione e pezzi a zaino.
Sul piano delle articolazioni non c'è davvero niente di che lamentarsi. Tutte quelle che ci devono essere ci sono e permettono ampia libertà di movimento con l'unico limite per ginocchia e gomiti di non andare oltre i 90°.

La testa è davvero ben realizzata e montata su uno snodo sferico che conferisce pure a lei libertà di rotazione e inclinazione.
La testa poi cela, volendo, alcune chicche volontarie o meno.

Ad esempio, se si svita e si rimuove la maschera frontale... và che pizzetto c'ha il Wheeljack!
Purtroppo rimuovendo anche la fronte, resta una vista antiestetica, però fa davvero strano trovare dettagli che poi resteranno coperti per sempre.
Allo stesso modo, la nuca di WJ ricorda moltissimo la faccia del vintage:

Che non aveva occhi scolpiti, ma solo quelle barre orizzontali. Purtroppo, anche qui, resta il buco della vite in piena fronte (e una faccia sulla nuca).
E minchia se era sgraziato il robot mode del vintage! Porello, pareva un gorilla con quelle braccia... per fortuna di acqua ne è passata sotto i ponti.
Tempo di pose fighe! Perché sì ok che sta in un laboratorio a fare minchiate tutto il giorno (tipo i Dinobot o Frankenstainbot), ma pure Wheeljack sul campo di battaglia si dava da fare.

Faceva il tifo, tipo.
No, ok, eccolo armato fino ai baffi:




E niente, il ginocchio più di lì non va. Pazienza.

Molto molto soddisfatto di questa aggiunta in collezione. Un modello che senza dubbio rende giustizia al personaggio per realizzazione e qualità generale.
Ma si tenga pur sempre conto che, in quanto Transformer Takara, il feeling da giocattolo c'è e rimane. Indubbiamente è e resta una linea ben distante da un chogokin e nemmeno pensata, se non inizialmente, per avere tali pretese.
Insomma un bel giocattolo e a prezzi ancora decenti.
