Il problema è proprio questo.
Non è tutto rose e fiori il mondo, neppure quello collezionistico
ma noi, ognuno di noi
ha insito il potere di cambiare questa percezione.
E' vero ciò che dice Ryoma, l'avere gusti e opinioni
diverse
non è da intendersi come il lasciapassare volto a
imporre le proprie idee.
Questo può valere fra amici, ma
il fatto è che inconsciamente, anche restando in
silenzio e guardandosi negli occhi noi imponiamo
al prossimo le nostre idee.
Esistiamo per questo, avendo proprio la concezione che l'universo
sia quello che viviamo, che la nostra vita sia nostra, che
non esistano realmente altri modi per viverlo o vederlo oltre
a quello da noi adottato.
Diciamo al prossimo "ma io non voglio imporre su di te le mie idee"
ma in realtà lo si fa, e di continuo, e lo si fa con ciò che
facciamo, e ciò che scriviamo, lo si fa semplicemente "essendo qui"
anche senza rendersene realmente conto, è impossibile
sottrarsene.
Perchè non farlo corrisponderebbe al farsi sottomettere dal
resto del mondo.
Non basta per proteggersi stemperare con acronimi come
"imho"
nemmeno qui, perchè dirlo è una scusante ed è sì
come se non si volesse ferire il prossimo
ma intanto glielo si dice comunque.
Nessuno di noi, se non raramente dice:
"io avrei una mia opinione, è diversa dalla tua, posso proportela?"
aspettando la risposta, piuttosto prima gliela si
dice, e solo in un secondo tempo si aggiunge
"beh si, ma questa è solo la mia opinione"
Può sembrare la stessa cosa, anzi, può sembrare anche
migliore, perchè fa risparmiare prezioso tempo.
Ma in realtà, tecnicamente non è una "opinione" ma una
"induzione"
Le persone (
persone come noi qui, perchè noi qui ricadiamo
in categorie ben precise) tollerano una frase di questo tipo,
perchè lo avvertono come un complimento,
ma sotto la stessa meccanica non sono diverse le critiche che ci vengono rivolte,
o i consigli.
Ma si tollerano meno, perchè non amiamo rivedere i nostri schemi logici,
e si fraintende un consiglio con una critica, senza contare che
in genere nell'uomo genera stress avere a che fare con persone
che non la pensano come noi.
Alcune, la maggior parte, delle persone sono poi convinte
che ci sia un modo sbagliato o meno di pensare
che il modo in cui loro ragionino per quanto ricco di difetti
sia comunque il migliore e che i difetti si possano tollerare.
Ma noi si pensa e basta, né meglio né peggio di altri.
Il fare una scelta o meno non ci rende migliori o peggiori
Yuza, tu entri in un posto e dici quello, ma se pensi di dirlo
perchè lo hai deciso tu, non hai capito davvero il nodo della
questione.
Se esprimi una preferenza è perchè hai potuto avere dei termini
di paragone su cui basarti.
Se non hai termini di paragone reali, allora un buon venditore ti
può rivoltare come un calzino, credimi.
Non prendi il dentifricio sbiancante perchè ti piace il gusto,
lo prendi perchè qualcuno ti ha detto che "sbianca davvero"
non prendi le saponette di quella marca perchè lavano meglio ma
perchè qualcuno ti ha detto che hanno "cura della tua pelle"
Il mondo, la nostra intera società si basa sul baratto, e sulla
riscoperta del piacere interno attraverso l'acquisizione di un
qualcosa di materiale esterno.
Tuttavia, il modo per far sì che avvenga questa acquisizione è
sempre una stimolazione esterna del canale del piacere interno.
Noi comperiamo modelli e siamo i primi a dire che lo facciamo
perchè ci danno determinate sensazioni di piacere.
Spesso pur non volendo dire una fava sotto un punto di vista
razionale, diciamo che li prendiamo semplicemente "perchè si"
In realtà non ne avremmo bisogno ma abbiamo fatto modo di
imparare che questo sistema funziona, e lo si percepisce dunque
come l'unico veramente valido.
Questa percezione è talmente radicata da
riprogrammare l'intero nostro apparato sensoriale,
cambiando totalmente i nostri metri di giudizio
prima rinunciando su ciò che è di poco conto e poi su
ciò che è più importante.
E non è bello accorgersene sempre quando la tempesta è passata
quando si è arrivati al punto di non ritorno e si pensa di aver
commesso forse qualche infrazione di troppo.
In realtà non conta tanto il motivo quanto il modo in cui
noi introduciamo quel motivo.
Forse è un concetto che alcuni possono capire bene
altri meno, e altri neppure sapere del perchè io lo scriva.
Fatto sta che un Danguard, sia esso yamato o bandai
è solo un oggetto, che può avere tanti difetti quanti
noi ne si voglia vedere, eppure ciò
non ti impedisce di pensare che sia da possedere.
Non è forse così?
Nessun oggetto è fatto più male di quanto noi lo
si possa reputare fatto male.
Noi si tende spesso a fraintendere la "cosa" che vediamo con
ciò che rappresenta quella stessa "cosa"
ma sono due concezioni che solo raramente coincidono.
Himika ne è un esempio
Il Palder ne è un esempio
Il Jeeg
Il Daimos
Il Zinger
Si può dire che tutta la nostra collezione
si basi esclusivamente su "ciò che rappresenta"
anzichè il merito su "ciò che vediamo"
e anche questo Danguard, incluso
il Yamato ricadono nella medesima casistica