Scusa il ritardo Alessio e uhm...
si, è una auto-giustificazione.
Non è una bella cosa ma è comune a tutti
e in tutti i campi, non solo in quello
collezionistico.
Quando ti giustifichi è perchè ne senti l'esigenza.
Più semplicemente: avresti solo "l'idea"
di fare qualcosa di sbagliato se il tuo subconscio
pensasse che tu stia sbagliando e che tu
ti stia allontanando dalla strada che lui ha
settato per te.
Se tu avessi l'idea, cioè se solo il tuo subconscio
lo pensasse, quello che avresti sarebbe un'intuizione
un dubbio, ma... in quanto dubbio è nella sua
fisiologia essere
"tanto vero, quanto falso"
e l'informazione che ne ottieni, quindi, non ti spingerebbe
a svolgere un'operazione fisica, come il
"preoccuparti di quel dubbio"
Quando te ne preoccupi significa invece che
l'informazione non è un reale "dubbio" nè è solo
mascherata.
E' un ostacolo, reale, così reale che non permane nel
subconscio
ma evade da questo contaminando il tuo sé cosciente.
E' come se un 80 percento di te dicesse
"guarda, quello che fai non ha senso,
è sbagliato,
potresti fare del'altro,
stai perdendo tempo
stai gettando risorse in qualcosa di inutile"
ecc...
MA
un 20 percento COSCIENTE risponde
"acc... è proprio vero... sto sbagliando"
...
..
.
e?
E niente, fine, finisce lì.
Uno rimane col suo problema.
Infatti, la giustificazione personale esiste
dal momento che la tua parte "resistente"
ad abbandonare un'abitudine,
un'idea,
una fissazione...
(ad ascoltare la tua voce interiore o se preferisci
seguire la strada che il tuo istinto, il tuo subconscio
ha preparato per te)
sa benissimo di essere in torto.
Allora qual'è la scusante per poter
continuarea sbagliare?
Semplicemente dirsi "acc sto sbagliando, dovrei cambiare"
oppure "si si, cedo ancora questa, ma... giuro che è l'ultima volta"
oppure "sto smettendo"
o ancora "E' sbagliato però... tanto la Bandai sta morendo, i Soc non dureranno ancora a lungo"
ecc ecc...
Prova a pensare a quante persone fumano e ti dicono
"eh, so che fa male, ma ormai sono assefatto"
oppure
"eh so che mi farà venire un cancro ma di qualcosa bisogna pur morire"
La giustificazione è solo il modo che usi per
permetterti di continuare a fare qualcosa che
scientificamente la parte intelligente di te ti sta urlando che
"questa cosa ti fa male"
Noi in genere non la ascoltiamo perchè
preferiamo pensare di dover mantenere il controllo
diretto su di noi e sulle nostre azioni (nonché pensieri)
anche se a minare la nostra scelta fosse il nostro stesso
subconscio.
Le cose sono leggermente diverse però, il subconscio
non mina assolutamente nulla, mentre
è l'io cosciente che mina ciò che combini nella vita
alterando la tua percezione sugli eventi e
facendoteli percepire come "libera scelta"
tutti, anche quelli che arrivano spinti
dal subconscio.
In realtà non è questione né di controllare
nè di farsi controllare
è questione di coesistere con la nostra natura e
le nostre reali attitudini e potenziali.
Queste/i vengono meno nella vita
semplicemente perchè crescendo impariamo
il modo sbagliato di "addomesticarci" facendoci
attrarre dalle emozioni facili, legandole a livello
sinestesico con ciò che è "esterno" a noi.
Siano essi oggetti, come i gohkin
siano esse sensazioni come l'amore
Pensiamo sempre che tutto debba nascere perchè
stimolato dall'esterno.
Fondamentalmente ciò è falso ma nella nostra
visione stereoscopica della realtà che ci circonda
è un'idea di comodo che combacia perfettamente
con quella che noi chiamiamo vita.
Se mi dici che "prendendo un foglio con dele cifre"
ripensi a, e puoi scoprire un nuovo modo
di rivivere quelle emozioni dovute ad ogni acquisto...
ciò è legato sempre a livello sinestesico con qualcosa
che è esterno a te (un foglio di carta, un file visivo)
perchè ti aiuti a ricordare qualcosa che è "dentro" di te.
Non ha senso, credi davvero che non puoi ricordare da solo
informazioni e legami sinaptici che già possiedi?
Sai perchè non è facile riuscirci?
Proprio perchè rifiutiamo di ascoltare il nostro subconscio.
Precedentemente ho detto che lui, si ricorda di
ogni singolo pezzo di carta che abbiamo speso
solo al tatto.
Non è un'esagerazione, sto dicendo che con il solo
utilizzo del tatto
il tuo subconscio ricorda ESATTAMENTE quella banconota
anche se questa fosse stata spesa da te vent'anni prima.
E tu, credi che dovresti "aiutare" esternamente un simile
prodigio della natura? Auguri!
Noi tendiamo a voler riprovare le "stesse" emozioni
comperando soggetti diversi.
La "giustificazione" o "autogiustificazione" è
che potresti provare un'emozione nuova, diversa, o
ripercorrerne una precedente.
In entrambi i casi, sono percezioni sbagliate.
Non esiste né in scienza né in natura il modo di
provare una medesima esperienza precedente
nella stessa intensità, o negli stessi canoni
della prima volta.
Perchè non sei più la stessa persona di quella volta
neppure la stessa di cinque minuti fa.
Il tempo scorre, e noi ci illudiamo che tutto debba
rimanere uguale, ma è una percezione errata, se noi
diciamo "prendo questo" è perchè
CONOSCIAMO
quella sensazione, o quella emozione, e la ricerchiamo,
infatti, non puoi cercare qualcosa che non conosci.
Volenti o nolenti, le emozioni però risulteranno diverse
perchè "contenute" come informazioni in realtà
temporali e fisiche
diverse
Si potrebbe obiettare che se non si facesse così
il subconscio non ci aiuterebbe di certo a
riprovare quelle emozioni e/o sensazioni, ma il fatto è
che nessuno antepone i voleri del proprio subconscio
ai propri.
E che nessuno che deba autogiustificarsi abbia la
benchè minima idea di "permettersi" di dare a quell'idea
un minimo di spazio, di possibilità.
E allora ci si auto-giustifica
perchè costa meno
e perchè ci permette
senza dover rendere conto a terzi
di continuare ad auto-sabotarsi ignorando
il "richiamo" della nostra stessa natura.
L'uomo moderno, meh...
