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strappare lungo i bordi 
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Messaggio Re: strappare lungo i bordi
Quoto sulla sorpresa per la cura della serie nostrana, specialmente se di animazione

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mar dic 14, 2021 2:43 pm
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Messaggio Re: strappare lungo i bordi
Athrun Zala ha scritto:
o l'avete vista coi bambini o davvero, il "non mi ha fatto ridere" mi perplime davvero tantissimo.

Le parti comiche non hanno parolacce generalmente.
I fermo immagine aiutano a far capire la cura che c'è in questa serie.
Anche la scelta colloquiale e del "tutti doppiati" allo stesso modo ha una svolta e un senso nel finale come processo di cambiamento del punto di vista.

Per chi conosce già l'autore non è nulla di nuovo, come gia detto, ma, specialmente pensando che sia una serie italiana e animata per giunta, è davvero un lavorone laddove le nostre serie sono mediamente robaccia mal girata e mal interpretata a parte rarissimi casi recenti.

quoto. Ce ne fossero.

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mar dic 14, 2021 3:09 pm
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Messaggio Re: strappare lungo i bordi
Alessio, forse io non conosco zero calcare, ma mi aspettavo una serie comica... invece ho trovato unacosa diversa che mi è davvero piaciuta tanto, ma che non mi ha scucito nemmeno una risata... niente. Poi ok su tutto, cura delle animazioni, storia etc etc, ma risate non me ne sono fatta neanche una. A me per dire la battuta 'si mo vengo col coso... co quello come se chiama, a si! colcazzo'. Non mi. suscita la minima risata. sarò io che non sono al livello di zetocalcare. Però ripeto, la serie mi è piaciuta molto per la svolta intimista e i temi delicati affrontati.


mar dic 14, 2021 4:16 pm
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Messaggio Re: strappare lungo i bordi
Io non ricordo le singole battute onestamente anche perchè sono le situazioni quello che mi scatena ilarità, ma c'erano punti delle prima puntate dove stavamo con le lacrime dal ridere, tipo mi viene in mente la parte delle ripetizioni o quella del cambio gomma.

Per quello dicevo mi lascia perplesso, anche perchè non è un umorismo "da vacanze di natale", la roba del vengo "col coso li" non la annovero tra le cose meglio riuscite o che mi han fatto sbellicare :)

Sicuramente non è un'autore comico, è un mix di cultura pop, suoi punti di vista forti e anche candidamente "di parte" sul vissuto quotidiano che spesso ci accomuna, le parti che fanno ridere ci sono sempre state ma mescolate nel mare magnum :)

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mar dic 14, 2021 4:27 pm
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Messaggio Re: strappare lungo i bordi
Allora, sono tipo a metà serie, e ci sarebbe già da scrivere un libro.
Quindi piccola review di metà serie, senza spoiler.
Per prima cosa, l'italia a livello culturale fa abbastanza schifo, paese di poeti, navigatori e sognatori si, ma solo quando fa comodo, c'è stato un periodo fra gli 80 e i 90 in cui realmente si affermava una cultura di tipo fumettistico, ma in breve non siamo MAI stati di quelli che finanziavano questo genere di apporti culturali, soffocandoli sul nascere, e quando anche (dopo il 2000) qualcuno ha cercato di rilanciare il fumetto così detto "d'autore" ha fallito su tutti i fronti, basti pensare che IO ero l'unica persona in tutta Treviso che in fumetteria acquistava "Mondo Naif" che ciò si prefiggeva... e badaben, io nemmeno sono della città, venivo da fuori.

Le cose sono cambiate dicono, io dico invece di no. I grandi capostipiti li omaggiamo con le iniziative di "Repubblica" da Cavazzano a Pazienza, giusto come "fasti del passato" ed è quello un "passato" che non tornerà; nessuno, per dire, oggi possiede il poliedrismo di un Mattioli (e no, Sio non lo possiede) né nessuno scriverebbe più personaggi come gli sturmtruppen.

Questo perchè non esiste più quella libertà di pensiero che consentiva di creare roba tipo "Lando" che si può pensare fosse una cazzata, e sicuramente anche la era, tuttavia era anche molto più libera e intraprendente della maggioranza del mondo fumettistico del panorama italiano di oggi.

La questione è semplice, manca la cultura, non solo fumettistica, manca proprio la cultura, la cultura per comprendere appieno i personaggi di Pazienza, o le sue vignette satiriche, la cultura di comprendere un qualunque numero di Fumo di china, o le canzoni di un Battisti o Guccini.

Tale cultura manca, anche se è un fenomeno che non ha ancora raggiunto situazioni irreparabili nelle città d'arte, perchè l'arte in genere è sempre legata alla cultura, da Firenze non uscirà mai una persona che non sappia distinguere una bifora da una trifora, per dire, mentre più te ne allontani e più questa conoscenza va perdendosi.

E' solo un esempio estremizzato, non prendetelo per la realtà se pure ci si avvicina.

Questo fenomeno ha anche un nome che ora mi sfugge, perchè chiaramente i sociologi e i filosofi di tutto il mondo lo vedono come un problema che affligge qualunque angolo del pianeta, e si, è vero, ma è anche vero che alcune regioni sono come il villaggio di Asterix e mantengono una radice culturale più marcata, e sono anche pronte a difenderla, cosa che... chiariamoci, noi siamo la culla della cultura occidentale, l'italia proprio, patria degli artisti e degli inventori, ecco... cosa che qui da noi non succede, e anche lì ci saranno dei motivi, ma è una cosa che comunque va avanti da molto tempo.

Il fenomeno quindi si può notare ovunque nell'immaginario, dai fumetti ai cartoni, al cinema, alla letteratura, al continuo e imperterrito tentare di ripescare le idee e i miti del passato per vendere, perchè... c'è un grosso problema che affligge la gente oggi e che affliggeva in misura di gran lunga minore gli autori di un tempo, ed è che oggi devi vendere.

Fenomeni come Nick Carter, Gulp, Slurp ecc... non nascevano "per vendere" che vendessero, che piacessero era una conseguenza del fenomeno in sé, ma in genere nascevano dal nulla, nascevano per il piacere di nascere, per questo vi era molta più fantasia e molta più libertà d'espressione. Nessuno ti avrebbe censurato Cybersix, e invece sono bastati una manciata d'anni per censurare Paperinik, e questo dovrebbe ben dare un quadro della questione.

La Disney italia si voleva affacciare a un nuovo pubblico, per i produttori voleva dire "una fetta più grande di mercato" per gli autori voleva dire "una fetta più matura" per quello non potevano concordare con l'iniziare un fumetto per "bambini" in un cimitero durante un funerale.

E qui c'è l'altro problema, perchè l'Italia ha questa cosa che ormai s'è consolidata sulle scatole chiuse, ogni fumetto che raggiungesse il grande pubblico era una scatola chiusa, la Bonelli, ad esempio, è una scatola chiusa ancora oggi, e o segui quel genere o sei fuori, e all'interno di queste scatole chiuse non sono permessi i colpi di testa.

E' comprensibile, in un mercato, voler mantenere il proprio standard, ma non lo è per dei creativi che vorrebbero osare, perchè anche lì abbiamo delle differenziazioni fra i vari autori, c'è chi si accontenta e chi vorrebbe andare oltre, dire il suo oltre il tratto grafico, ed ecco... in Italia questa cosa è stata soffocata sul nascere, per questo il fumetto ha vissuto una lunga crisi creativa, per questo molti autori hanno preferito lavorare con l'estero, per questo tutto si è abbastanza uniformizzato a un certo punto, perchè manca la "cultura" e manca la "libertà" di esprimersi attraverso i propri lavori.

Come dicevo "poeti, navigatori e sognatori" si, ma poi Pinocchio lo fai fare alla Disney.

Ecco, non è che non ci siano state iniziative lodevoli, o piccole sacche di resistenza, ma queste appartengono comunque anche oggi a un mercato di nicchia, un mercato senza colpi di testa, un politically correct, insomma, una scatola chiusa.

In italia, non è che non vi siano grandi promesse nel campo dell'animazione, ce ne sono e pure parecchie, ma o lavorano all'esterno, o non lavorano, perchè qui non vengono "aiutate" a fiorire.
Chi vedeva Coccobill può pensare "si vabbè ma non era fatto per niente bene" certo, e dirò io che pure era epurato da un buon sessanta percento dell'umorismo irriverente dello jac, ma nessuno ha fatto un'indagine di mercato per chiedere "chi fosse più adatto a farlo"
Questa cosa la vedi molto nel mondo del mercato indie dei videogiochi, abbiamo fior fiore di idee e di stili, che però non sono adeguatamente finanziati, così ti ritrovi giochi come "Slaps and Beans" che se anche nasce per far presa sui nostalgici del genere poi resta solo con quello dal momento che le collisioni fanno schifo al ca22o, ed è solo un esempio, ne potremmo portare a milionate.

Se si guardano i video delle canzoni dello "zecchino d'oro" ci si accorge velocemente che ci sono ottimi animatori anche da noi, però appunto, fare il video del valzer del moscerino magari non è una cosa così valida da poterlo considerare un masterpiece.
Ma in Italia nonostante tutto avevamo solo UNO studio di animazione, "La lanterna magica" UNO importante, UNO grosso, UNO che si preffiggesse traguardi significativi, ed ha pure chiuso bottega, UNO e siamo noi il paese dei famosi poeti navigatori e sognatori di cui sopra.

Ora, in tutto questo, ecco emergere un fumetto differente, io per conto mio dirò che preferisco il nichilismo de "La bambina filosofica" o i "Peanuts" ma lì te la giochi facile, tuttavia Zerocalcare è davvero l'unico autore che si potrebbe dire "generazionale" di quest'epoca, è l'unico che al pari di un Pazienza può saltare dall'ironico all'introspettivo dipingendo la realtà in cui viviamo, o in cui abbiamo vissuto, e questa non è cosa da poco.

Però, fatto presente ciò, questa serie è alla sua altezza o all'altezza di un tale fenomeno editoriale?
Mh... no?
Mi spiego, senz'altro è una consacrazione all'opera scritta, però sapete, io Zerocalcare non lo reputo diverso da Ken il guerriero, per me i cartoni di Ken il guerriero, oh pardon, gli "anime" possono pure essere fatti bene, ma li trovo a tratti davvero "pretenziosi" nei confronti del manga.
Penso che ci sono cose che sulla carta, proprio perchè nate sulla carta, hanno una presa ben diversa, e un impatto ben diverso.

Per me Zerocalcare è così, è una cosa che non andrei ad animare, e ora che è animato so pure il perchè. Non che fosse difficile capirlo.
Un pò come quando Amendola fece il film de "il figlio del monnezza" che, per un romanaccio come lui è stata anche una prova d'attore non indifferente, nel ricalcare lo stile recitativo di Thomas Millian facendolo proprio, così come tanti conduttori milanesi o romani recitano prendendo a piene mani dal principe De Curtis, è la stessa roba...
...
Italia... mah...
...
Comunque se si è visto quel film si può intuire qual'è il problema, il problema è che negli anni 80 potevi prendere a pizze in faccia un carabiniere, o mandarlo a quel paese, chiamare "frocio" il tuo compagno di banco ecc... e Thomas ne diceva veramente tante quando incarnava Er monnezza.
Mentre Amendola non riesce ad andare oltre al "li mortaaaa..." che già dirlo per intero era uno scandalo.

In pratica siamo cresciuti nella merda, ma se si tratta di rimetterci sopra il naso ci tiriamo indietro, un paese di puritani e bacchettoni, non di poeti e navigatori, d'altro cando, il cinepanettone campava sulle corna degli italiani, però se uscivi da quella scatola chiusa e lo facevi notare, quello non poteva essere tollerato allo stesso modo.

E uno dei grossi problemi di Zerocalcare è proprio quello, è il fatto che è stato preso e infilato in una scatola chiusa, ma... non tutto però, molto di ciò che è la sua impronta è stato lasciato ben fuori, per esempio, puoi dire cosa rappresenta l'armadillo, ma non puoi spiegare con la stessa facilità perchè la madre chioccia abbia l'aspetto di un personaggio Disney. Perchè lì è diverso, lì è violazione di Copyright.

E se ne potrebbe fare l'elenco di quanto questa serie non violi altri copyright che è... l'esatto opposto del fumetto, nel quale non ci sono problemi a mostrare turtles o personaggi da ken il guerriero chiamandoli per nome, ma qui... non si può.

Questa è una limitazione, ma l'altra grossa limitazione è dovuta ai tempi comici. Che per inciso... non dovrebbero far ridere per forza, ok? Ma si definiscono comunque così, il ritmo fra una battuta e l'altra che se in un fumetto va da una vignetta alla seguente nella serie tv i tempi si diluiscono, si stiracchiano risultando spesso ripetitivi, pesanti.
E' un problema che nei fumetti non esiste, perchè sei tu che decidi il ritmo che vuoi dare alla lettura, mentre quando sei in uno schermo devi creare uno standard per tutti, quindi rallentare in modo che la gente abbia il tempo di metabolizzare, perchè di gente che sbatte le palpebre prima una poi l'altra al rallenty laffuori è pieno.
Piccola gag, che però... è una gag che ormai ha fatto il suo tempo, molto più adatta a Shrek che a uno Zerocalcare.

Altra cosa, è il modo in cui è stato narrato, che... si, è vero Zerocalcare è tutto un immenso monologo, ma te non puoi fare una serie tutta recitata in romanaccio stretto sparato a raffica senza considerare che mica tutti lo capiscono il romanaccio, a una certa ti entra in un orecchio e ti esce dall'altro, viene a noia come un'ipnosi forzata.

Che 'sta cosa non ha senso, è come Gomorra che te lo sottotitolano in italiano sennò ci azzeccheresti un cazzo di niente, spiegami perchè gli unici a cui piace gomorra che conosco sono casertani e napoletani, gli unici che possono guardarlo senza sottotitoli.
Oh certo, io non ho problemi coi sottotitoli, è una questione proprio di praticità, perchè si, troverai sempre quello che ti dice "si ma non puoi togliere a gomorra la lingua, sennò perde tutta la sua gomorrosità"
Ora io ricorderei a questa gente la fine che hanno fatto gli attori da strada presi per il film, e poi direi "eh e stiquaatsi"? da quanto me ne frega, perchè te stai facendo un qualcosa "per tutti" non per i napolitani allo sbaraglio.

Lasciamo stare che a 'nnuapoli 'sta cosa ce l'hanno proprio dentro, pure la "musica napoletana" e "Maradona" e... No ora dico ma se Maradona l'avesse preso la Fiorentina i Napoletani sarebbero scoppiati in lacrime per lui al giorno della sua morte?
Ovviamente no, perchè è una questione proprio sociale più che culturale, ai paesi "del sud" (contro cui sottolineiamo che non ho niente contro) viene facile elevare al "top" qualunque personaggio o elemento che ricordi al mondo "quant'è grande e forte la loro comunità" e questo perchè è da centinaia di anni che sono stati vessati economicamente e culturalmente, non è mica diverso dalle donne che parlano di "femminismo" semplicemente perchè vivono in una società maschilista.
E' una necessità di auto-affermarsi, niente più di questo.

Però te non è che se guardi i vecchi film di Tomas Millian, che erano in romanaccio pure loro, li trovi incomprensibili, perchè è chiaro che se pure io ti faccio, non so il "casanova" tutto in veneto stretto finisce che i siciliani si buttano nell'etna con le orecchie che grondano di sangue, serve una misura, un compromesso, compromesso che in "Strappare lungo i bordi" non ho trovato.

Uno potrebbe pure obiettare che "guarda che mica parla romano stretto stretto stretto, sennò non capiresti proprio eh?"
"estiquaatsi?" Io ho cugini di roma, lo capisco il romano, ma in questa serie si è già scelto un livello non adatto a tutti.

Io ieri lo guardavo e lo capivo, a chi era con me, al contrario è solo venuto un gran mal di testa e non ha capito un ca22o al di là delle figure in movimento o qualche sporadico momento.

Quindi, si, ce ne fossero di cose simili, ma come esperimento secondo me è parzialmente fallito, non lo consiglierei a nessuno per avvicinarsi all'autore, per avvicinarsi io gli regalerei una delle sue raccolte, mille volte meglio.

Certo la questione dell'animazione attrae più persone, e per l'italia è senz'altro qualcosa di parecchio nuovo, soprattutto fatto in questo modo, è un progetto ambizioso, che va anche premiato, solo... non penso che fosse necessario, e non penso che come progetto abbia funzionato, non in base allo share di chi lo guarda, che possono anche essere tutti per quel che mi cala, è proprio per come è concepito, è più "un inizio" di un qualcosa che può evolvere in meglio, ma è solo un inizio, e Zerocalcare non ce lo vedo proprio adatto alla trasposizione animata.

Poi è ben fatto, ok, ha anche dei buoni accompagnamenti sonori, ecco, c'è quella gag su cosa guardare su netflix che trovo veramente pessima, un pò perchè James Rolfe la fece molto prima che qualcuno pensasse fosse buono e giusto fare la marchetta al canale che ti ospita, e un pò perchè è proprio così, io Netflix lo apro una volta ogni sei mesi se è tanto, ma quando avevo preso a seguirlo mi ci è voluto poco a rompermici le balle, perchè fra centinaia di film non c'è mai quello che vuoi vedere o che ti varrebbe la pena di vedere, sempre per quelle questioni culturali di cui sopra che sono andate a donnine allegre.

E' abbastanza assurdo perchè... qualche giorno fa ho accennato all'inutilità del grande fratello, e al fatto che la gente però lo guardi comunque, ecco... OGGI c'è il grande fratello coi vip, le persone lo seguono e non si chiedono neppure il perchè delle proprie reazioni o delle scelte degli "inquilini" della casa, o di certi discorsi, insomma, lo vedono come un mondo distante e si fregiano dell'ipocrisia di credere che in fondo i vip sono come loro, poi però in quel "come loro" non riescono mai a rivedercisi completamente.
IERI c'era La dolce vita di Fellini, invece, che se lo guardi capisci il grande fratello come fenomeno e le tue reazioni in toto.

Ma quello era "ieri" mentre quest'altro è "oggi"
Se a te manca quella cultura, quella spinta ad andare oltre, quella curiosità; se ti abbeveri da quella fonte con quello che ti danno senza mai porti due domande senza mai esercitare una mente critica... Allora ti accontenterai anche di "strappare lungo i bordi" così come è stato fatto, con le sue epurazioni, il suo improbabile doppiaggio e le sue marchette ai canali ospitanti.
E se ha un certo successo i motivi sono due, uno è perchè fa perno sul fenomeno narrativo che è Zerocalcare, (indiscutibilmente lo è) ma l'altro motivo è questo, è che ormai manca quella cultura che svilupperebbe la spinta a evolvere, ad andare oltre, e a desiderare dei veri fenomeni, e non un palliativo Netflix che su dieci serie che propone siano anche film, nove sono un minestrone riscaldato fatto apposta per i boccaloni.
Vedi, Masters, vedi, Cow Boy Be Bop, Vedi Squid game, ecc ecc ecc...

Questo penso, e... penso che il modo migliore per conoscere Zero, sia semplicemente leggerlo.

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mer dic 15, 2021 12:01 pm
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Messaggio Re: strappare lungo i bordi
Io non ho mai detto che non ho riso, anzi. Il fatto della pizza lo aveva già usato su youtube, certo ora l'animazione era fatta molto meglio, ma ormai...

Cmq l'ho apprezzata, tanto, come detto qualche parolaccia in meno non avrebbe fatto perdere nulla, anzi. :beer:

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Passa anche tu dal lato oscuro del CUMPRA, JUMPA!!!

Il cavaliere Jumpa


gio dic 16, 2021 5:16 pm
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Messaggio Re: strappare lungo i bordi
Ho riso alle lacrime in molte scene. Fino alla 5. Poi sono rimaste solo le lacrime. Del resto seguo Calcare da quando pubblicava sul blog, dovevo aspettarmelo.

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ven dic 17, 2021 12:29 am
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Messaggio Re: strappare lungo i bordi
Cmq a proposito di esagerazioni e visto che siamo su un form "collezionistico"...mi capita di vedere in vendita la primissima edizione de "la profezia dell'armadillo" a cifre tipo 500€, e alcune variant di altri libri anche a di più...e la cosa ancora più sconvolgente è che pare siano anche comprate!
Ora va bene tutto, ma volumi di opere molto più rari e molto più famosi non si sono neanche avvicinati a quelle cifre...

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ven dic 17, 2021 9:17 am
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Messaggio Re: strappare lungo i bordi
credo sia l'effetto "moda", spesso passeggero...e soprattutto il fatto che questa serie è molto in voga "ora".

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How many seconds in eternity

Adoro i piani ben riusciti!

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dom dic 19, 2021 1:27 am
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