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Astrotrain - Vizi e virtù del Commodoro 
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Messaggio Re: Astrotrain - Vizi e virtù del Commodoro
Pensavo il trailer...

:D

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mar ago 20, 2019 4:28 pm
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Messaggio Re: Astrotrain - Vizi e virtù del Commodoro
Dai, che sono triste, è caduto il governo e ho pure ripreso a lavorare :D

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mar ago 20, 2019 5:42 pm
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Messaggio Re: Astrotrain - Vizi e virtù del Commodoro
Spettacolare la nuova disposizione. Sto cell fa delle foto mmh mmmmh, da leccarsi le orecchie.

Venuta benissimo la finta tapparella della vetrinetta hot, si attendono cadute di veli, dopo le cadute di governo.

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mar ago 20, 2019 9:53 pm
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Messaggio Re: Astrotrain - Vizi e virtù del Commodoro
Aaaand, mentre si attende di capire di che morte bisogna morire avanti natale, completo la pima carellata di pic e soggetti che mancavano dala precedente infornata.

Primo, il Magi-King col suo collega Wolkaiser, la Mystic Force nel NON gran completo.

Quando mi era partita la fissa per i Sentai rimasi particolarmente preso dallo stile di questa serie, così tagliente e poco blocchettoso, per cui volli i DX, me ne mancherebbe qualcuno, ma per ora aspetto l'occasione, la voglia,
l'iva,
e tante cose

Ma principalmente l'iva.

Blocchettosi, ma giocosi e con solidi agganci, insieme fanno figura.
Molto belli anche i Seeker vintaggi, sono lì per caso, ma quando ho visto che ci stavano ho pensato "ma sai, quasi quasi ce li lascio"
Si ringrazia Testament per averci regalato il Magiking DX Ltd (Un giorno ve li mostro meglio) sempre sia Lodato e baciamo il crucifisso.
BACIONI!

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In tema di ferie estive (ferie? E 'ndo stanno?) Anche il Camioncino Wolkswaghen della Lego, si rinnova grazie a un nuovo esponente del giurassico a cui fare da surf.
Eccolo wiiiiith.. il Grimlock Animated.
Mi è piaciuta molto la serie Animated, l'ho trovata sottovalutata da molti, ma i giocattoli erano davvero ben congegnati.
Tuttavia, alcuni subject like i Dinobot erano un pò limitati come ingegeria, e complicati da valorizzare.

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Poco distante e poco più in alto anche Richtofen G1, aka Red Max, aka Powerglide, balzellon balzelloni, avanza spedito a portare l'impasto a Carrot-Top, (che in realtà è più quasi un Topless...)

Beeh, "Non è che sia proprio proprio un Topless, è più... una traccia."

Classico modello tratto da classica sexy copertina, eeeeee... uuhhh
https://www.youtube.com/watch?v=jda2Wqz4Pr4

...its che francamente la preferisco quando indossa qualcosa ché quando NON la vesti, ha più colore.

Picolo, discreto, sexy, ben scolpito e colorato.
Ottimi gli accessori, pochi, ma il mestolo e le pantofole sono uno spasso. Il fatto che possa interagire con un Minibot della G1 la fa vincere a mani basse.

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Aaaand a little Close Up
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Molto carine le mutandine a pois :cheer:
beh?
Che c'è?
a puà a puà a puà!



Il Godsigma è sempre stato un soggetto coi suoi pro e contro, ma Sentinel gli rende finalmente giustizia con questa collaborazione "Sentinel / Takara" e le manone che ultimamente spopolano per i soggetti robotici della casa della gnocca orientale di Lucca e il suo paggetto.
Senz'altro merita e... incredibilmente, nonostante il peso tiene la posa a braccia alzate, che uno dice "ma c'è il barbatrucco?"
Naaaaah, che barbatrucco, cioè, come direbbe un tale...

"Non è che sia proprio proprio un Barbatrucco, è più... una traccia."
(Vi piace come mi rivendo le frasi di Barbossa così a cazzo?.. E' la cosa più utile dell'intera saga di PoC)

Well, l'Src dello Z, bellissimo Src secondo me, ancora tiene botta e si permette pose che spaccano. Immagino chei FA siano un pò un'evoluzione del genere, ma francamente, per quanto validissimi i FA, devo dire che anche gli Src avevano una dimensione tutta loro...
...
soprattutto una dimensione.
Enjoy!

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Per scusarmi della cagata del GodSigma, infine, (ma che "Mh.. Mh.. Poi tanto fine non è" )
quella che avevamo lasciato in sospeso l'altra volta, la vetrina rossa, che per l'occasione ha messo da parte il rosso che...
Non è che sia proprio proprio rossa, è più... ah no...

Resta comunque sempre un Wip, per cui non è finito niente qua, è sempre un cantiere aperto.

La vetrina Rossa è, per chi fosse vissuto sotto le pietre fino ad oggi, la vetrina che ho riservato per i modelli Hentai
https://www.youtube.com/watch?v=gzHfPN2SC1I

Well, appunto:
Ultimamente ho aggiunto al vetro una serie di strip coprenti, così da nascondere i modelli all'interno buuuuuuut... non del tutto.
Se spenta non si riesce a scorgere quasi nulla, ma se la si accende, ottengo quell'effetto da "vouyer" di Leisure Suit Larry 3 quando usa il binocolo a gettone per spiare una tipa in topless, scena che sembra ispirata di peso dal film di Hitchcock "Rear Window" che poi un modo colto di dire che non è che siamo tutti dei pervertiti... poi però pensi che anche lui si chiamava HitchCOCK e questo non aiutava di certo... ma de che stamo a parlà...

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All'interno ci sono varie novità e altre cose rimaste pressoché invariate, si attende il piano terra, perchè attualmente è sensibilmente vuoto.

Piano più alto:

Qui trovano posto alcuni Masterpiece personali della mia collezione, la mai troppo adorata Sanae, Scevra della sua abnorme base, Marika Hanasaki, la cinesina che abbiamo avuto modo di conoscere nella collezione di Test e la studentessa/Idol Aihara Honami sullo sfondo con il suo manga dedicato.

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Partendo proprio da Aihara, si tratta di un modello della Skytube, la stessa di Celestia e la sua vasca da bagno, per intendersi:
un'ottima casa con un'ottima qualità, quel che mi ha colpito di Aihara, oltre ai colori sgargianti, è proprio il volto, gli occhi a cuore trasmettono una certa unicità del modello, e sono realizzati ad arte.

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Il modello è piccolo, ma curato, alto appena 16 cm, la base a cuore è un catarifrangente fucsia.
Nella confezione, come extra abbiamo un paio di seni alternativi coperti da un reggiseno a cuore e un perizoma alternativo, sempre caratterizzato da una forma a cuore ritagliata attraverso cui vederle le "grazie"
grazie!
prego!

Comunque...
In vetrina l'ho posata in versione "super-hot" dal momento che è stata coperta fino allaltro giorno, era tanto per cambiare, approfittando della nuova copertura alla vetrina ho pensato "governo del cambiamento!"

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C'è poco da fare, mi piace molto... avrei preferito le avessero fornito anche un bel microfono... ma ci si può sempre pensare noi...

Visuale più dal basso, giusto per gradire il perizoma...
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Una collezione non si può dire completa senza la bellissima Aizawa Sanae della Daiki, la mamma di tutte le Cowgirl, a cui dedichiamo questa:
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Modello di grosse dimensioni, come tutti i Daiki, è posata accanto alla bella Marika di Native, altro best-seller del genere, se pure più recente.

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Marika Hanasaki è l'ennesima Native ispirata da una illustrazione che da sola potrebbe risanare le ferite aperte del governo, tuttavia Native fa di più e te le trasforma in meravigliosi modelli 3d, con un corollario d'accessori veramente notevole ogni santa volta.

In questo caso la bella Marika ci arriva in compagnia di una fetta del proprio bagno. Linee semplici ed eleganti, e lei sinuosa che pare uscita dagli Uffizi di firenze.
La luce sopra lo specchio è alimentata a batteria, e si può accendere per dare un tocco di realismo in più al soggetto, lo specchio specchia, sul trampolino ti lanci e non sono tuo padre, sono un cavallo.

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E' un peccato che il modello abbia il seno scoperto e il culo in vista, perchè è talmente ben realizzato, e neppure così osé, che quasi quasi l'avrei esposto FUORI dalla vetrina rossa, attorniato da Robot e Gashapon vari.

Il tappetino è un tappetino di vera stoffa, così come lo specchio è davvero uno specchio, e si vede, non un surrogato riflettente di plastica come m'è capitato di trovare in passato. Piccoli dettagli di realismo che rendono al modello una profondità senza pari.

Colori stratosferici, capelli traslucenti, Marika ti arriva imballata in un arrogante monolocale di cartone contenente piante ornamentali, spazzolini colorati di ricambio e ovviamente il bicchiere per esporli. :denti:

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Il prezzo oggi è un pò una follia, ma la qualità Native è tanta ed è un sigillo di garanzia, se comperi una Native ti puoi sempre aspettare una qualità e una cura che senza esagerare, non trovo in nessun'altra casa di modelli figurativi.

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Vedi te che roba... ma che sto ancora a parlà?
Ma che, non l'hai ancora comperata?


La bella cinesina di Native, di cui trovate recensione completa nel Topic della collezione di Testament, è un'altra Skytube e un soggetto interessante.
I punti di forza sono senz'altro tutti i ghirigori sull'abito tradizionale,
i punti deboli i bracciali in metallo con cui non l'ho mai arredata, che come tutti i gingilli in metallo di quel tipo, tendono a ossidare negli anni macchiando i modelli.

Fino ad allora, però, è un'ottimo soggetto, con vari Extra tra cui un'espressione alternativa.
Ottimo modello sotto molti aspetti, ma soprattutto, finalmente ho ritrovato il seno alternativo che non riuscivo a ricordare dove avessi imbucato e che ho ripescato in un'altra scatola, solo che era una dei Transformers...

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Non che mi servisse, ma insomma, almeno so dove cercarlo nel caso.


I più acuti avranno notato, sparso, il ritorno di alcuni Gasha che non tiravo fuori da anni, non so la serie, non lo ricordo più che altro, sono tutta una serie di lolicon che se la spassano con gli orsacchiotti o coi sorbetti... ti pare che potessi non prenderle? :cheer:

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Si passa al ripiano seguente. Qui ho cambiato svariate cose, ma alcuni piloti si riconfermano senza salire o scendere nella griglia di partenza:

Ecco infatti riconfermarsi alla testa del gruppo la bella "Paperella" (si, per me 'sti modelli non hanno quasi mai un nome, ma vezzeggiativi e nomignoli)
Il modello di questa bambinetta al bagno pubblico è circondato da antenati di Daffy Duck, è molto caruccio proprio anche per lo sguardo innocentino che ha, ancor più incorniciato dalla bacinella che io, grazie al sommo patafix le ho collocato in cima 'a capa.

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Data la rinondanza di rubinetterie, mi dà da pensare che sia un bagno pubblico, ma non ci giurerei.
Il modello merita perchè è sponsor ufficiale di tutte le paperelle sparse nella mia collezione, in una scala simile a quella per cui anni addietro l'Ideon era diventato sponsor ufficiale di strani ragnetti meccanici a tre zampe che si arrampicavano dovunque.
...e non ne ho perso uno nonostante tutto,lol.
Poco da aggiungere, è molto carino, e ovviamente si può togliere l'asciugamano, certo, nulla di trascendentale, chiaro, ma ve lo mostro perchè non l'ho mai fatto prima, potrebbe piacere.

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E la lira s'impenna! :cheer:


Altro ripiano e altre Native, Obviously, lo si nota anche dai fondali tempestati di letterine della De Filippi
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In questo caso si parte dalla bella ascensorina ah ah ah ah ah ah ah abbronzatissim.. ah no...
Si tratta di un modello Native+ cartulin, piuttosto impegnativo.
Ella ti giunge, infatti, per direttissima in un box delle dimensioni di un ascensore che ti viene consegnato direttamente da Droopy Dog sulla soglia di casa, ma al secondo piano.

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Nonostante le dimensioni tipo Tardis del box, il modello in sé è piuttosto piccolo, a fronte di una scatola da 40 cm, misura appena 10 cm in altezza la figure, nonostante ciò è però, al solito, realizzata allo stato dell'arte, colorata senza una sbavatura, scolpita con strumenti alieni, e comunque, dieci centimetri, ma considera in che posa sta messa, altrimenti sarebbe più alta.

Piccolo close up:
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Il cappellino si può anche rimuovere, ed è interamente scolpita anche la parte genitale. Dal set qui esposto manca un'asta dorata che attualmente sta in un'altra vetrina, che serve a far passare il nastro che le lega le mani e "simula" la porta a soffietto dei vecchi ascensori.

Probabilmente per l'ascensore in sé, si sarebbe potuto pensare a qualcosa di un pò più elaborato come base, anche se niente ti vieta di utilizzare la scatola vera e propria, solo che in quel caso ti occupa da sola un ripiano.
Il modello, in piena tradizionalità Native, arriva con tutta una serie di accessori, tutti particolarmente curati, come lo stimolatore elettrico e i mocassini.
Non è un cast offable, così è e così te lo tieni, la Native tende a fare dei "One Shot"

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Piede di Chie non incluso nella confezione.


Per l'appunto, un classico intramontabile, è il pede di Chie, cioè, no, è Chie! C'è poco da aggiungere a questo ormai consolidato modello, l'ho privato della propria vasca da bagno e per questioni di spazio l'ho accomodato sul Pouff di Celestia... e ci sta bene.

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Altro giro, altra Native, la sposina Chitose, è un'altro Masterpiece che meriterebbe una spazio a sé.
A discapito delle generose dimensioni del modello, ti arriva in un box contenuto per essere una Native, che vuole ricordare l'aspetto di un regalo di nozze.
La base è ricoperta di piumini, con cui le Paperelle sono la morte loro, Il velo tra i capelli si può togliere.

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In sé non è un modello particolarmente "vario" ma ha un impatto visio notevole, tanto per lo sculpt raffinato, ché per le dimensioni del tutto e i dettagli come la base in finto-legno.

Close Up che sembra uscito da un anime smelenso e via con la prossima.
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Terza Native della mensola, terza della carellata, prima in pole nella classifica. Un modello che ho agognato e di cui mi sono subito innamorato, proporzioni perfette, e soggetto "diverso" dal solito, la bella Oshitsuke arriva in un box meno raffinato di quellia cui Native ci ha abituato, ma... fortunatamente, anche più contenuto, se non altro nello spessore.

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La base è in raso, il volto è una favola, le proporzioni del corpo e il livello dello sculpt è paragonabile a Rockin' jelly bean. Probabilmente è per quello che mi piace, vai a sapere.
Il modello può essere esposto in due modi, uno è quello che qui si vede, accanto alla finestra mentre si, err, allarga le chiappe (e sconfigge la povertà)

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L'altro, invece la vede nella possibilità di appoggiarsi direttamente alla finestra, come si vede in questo scatto d'epoca.

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Il modello come di consueto non è regalato, ma si fa ben apprezzare con tutte le sue altre qualità.
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Eventualmente la confezione contiene anche delle viscose censure che uno può apportare al modello, solo che... vista la natura delle suddette, magari più che una censura tende a rendertelo più esplicito, lol...
Comunque gran pezzo, sul serio, caldamente consigliato.



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Il terzo ripiano è invece un work in progress, ci sono alcuni vecchi modelli e qualche entrata più recente, che però non ci ha convinto del tutto. Non che sia fatta male... maaaaa... un pò piccola e sacrificata per spiccare senza una adeguata valorizzazione.

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Non si può affatto dire che sia brutto, non è propriamente una Native, ma una Progress, cioè una casa terza attraverso cui Native realizza produzioni minori.

La colorazione è negli standard Native, ma il modello presenta una progettazione un pò "frettolosa" che le crea una linea di giunzione sulla pancia per la quale molti fan si sono lamentati.

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Francamente... La linea non si nota, sia perchè il modello è alto si e no quindici centimetri, sia perchè indossa un vestito che non puoi levarle, fatto di balze e strati su strati di pizzi.
Il vero problema, semmai, è a mio avviso una libertà presasi sullo sculpt rispetto alla illustrazione da cui è tratto. La Maid non doveva avere grazie scoperte, ma le mutandine ideologicamente avrebbero dovuto coprirla totalmente. Nel modello si è optato per una soluzione differente, castoffable, ma che di fatto impedisce qualunque esposizione del modello in una mise differente da quella con cui la vedete qui.


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Piccolo close Up.

Resta molto carino, e quel volto è stupendo, maa... non indispensabile, potevo tranquillamente evitarlo, ma mi era partito il neurone ormai... ero innamorato di quello sguardo, sembra cambiare espressione a seconda dell'angolazione con cui la si guarda.

E per oggi, termino con questo modello di Satoshi Urushihara, che... resterà sempre uno dei miei maestri.
Da sempre non posso esimermi dal prendere modelli ispirati allo stile delle ragazze del Sensei, buuuut... è molto raro che gli scultori riescano a imbroccare il volto, l'espressione giusta che ti faccia dire "oiboh, questo è Satoshi Urushihara!"

Questo credo sia l'unico, a mio avviso, modello in grado di fregiarsi di tal titolo.
E' un OFE (Okayama Figure Engineering) ed è anche stato il loro primo PVC precolorato, non in resine o ceramiche, quindi, com'era loro solito.
Il modello arriva corredato da una targhetta con non so cosa vi sia scritto da apporle al collo, un vibratore e uno speculum, ma sprattutto... un WC realizzato davvero bene.

Punto debole del modello, la parte pubica, davvero... non è realizzata granchè bene. Però quel volto merita il gioco comunque.
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Per oggi finisce così, al prossimo giro, quando che sarà, vi porto fuori a mangiare il pesce! jb
(Iva permettendo)
Grazie per l'attenzione, e BACIONI!

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ven ago 23, 2019 10:52 pm
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Messaggio Re: Astrotrain - Vizi e virtù del Commodoro
Quanta bella roba nella vetrina hot. Marika la adoro, sta sempre lì nella mia lista preferiti.


Gran bello anche il restyle di Sentinel del Godsigma! :D

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ven ago 23, 2019 11:21 pm
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Messaggio Re: Astrotrain - Vizi e virtù del Commodoro
Weell, mettendo da parte i robottoni e le ragazzine desnude; recentemente ero andato a vedere Godzilla al cinema.
Adesso... c'è da dire che non è che mi faccia schifo, ma... nemmeno il Godzilla odierno, checché ne dicano le AF di Bandai, è per me "Godzilla"

Come tutti i bambini di quell'età sono cresciuto a costumi di gomma e lotte improbabili, per tanto, per me Godzilla è un'altra cosa, anche se comprendo e rispetto la CG odierna, niente può sostituire il pratical effect, per cui...
Per cui niente:
uscito dal cinema e discutendo di quanto visto, pur essendomelo anche goduto, ciò che mi ha fatto più piacere mi resi conto che non era il film appena visto, ma il ricordo di tutti quei personaggi di quei film che in parte avevo conosciuto e in parte no, o che avevo dimenticato, anche; ma che non avevano assolutamente nulla a cui vedere con gli usa o la cg di oggi.

Quindi mi ero deciso a rivedermi tutta la saga dei film di Godzilla, e... manco a dirlo, ho sentito l'impulso irrefrenabile di omaggiare il dio con qualcosa di più concreto.

E quindi si parte:
1954, il primo film di Godzilla è un film stratosferico, tanto per quegli anni, ma tanto per anche tutta una serie di altri motivi, per come è stato concepito, per quello che rappresenta, per come è stato realizzato, per gli attori, le musiche, per i personaggi, per le ingenuità, e per gli effetti speciali.

Esistono due versioni del film, quella originale è senza dubbio la migliore, ma purtroppo, a meno di non ricorrere al cofanetto Yamato, che nemmeno so se ancora lo producono, tutto ciò che si trova è la versione USA del film.
In questa versione tutta la furia del mostro viene annacquata dalla cronaca in diretta di un giornalista americano venuto in giappone per incontrarsi col suo vecchio amico il Dr.Serizawa.
L'idea poteva starci, ma così vai a perdere tutta l'immedesimazione con la gente del luogo, con quelli che da Godzilla si sono fatti portare via la casa.

Godzilla non è, semplicemente, come piace all'occidente minimizzare, il mostro "radioattivo" per eccellenza; non è semplicemente qualcosa che ipoteticamente viene mutato dalle radiazioni causate dagli esperimenti nucleari di cui il Giappone fece le spese, è qualcosa di più grande, di peggiore, e che giusto un Edochiano potrebbe comprendere fino in fondo.

Godzilla rappresenta l'anima di tutti coloro che sono periti durante la guerra, combattendo per un paese fino alla morte, lo stesso paese che dopo la guerra si era, a detta di molti, "svenduto" alla stessa nazione che lo aveva frantumato, dimenticando così la gravità di essere stati bersagliati come mai era successo prima nella storia dell'umanità, dimenticando per chi o cosa avessero combattuto.

Per questo nel film nonostante esistano molte scene iconiche, la più importante è quella in cui Godzilla, dopo aver distrutto la città si ferma a osservare il Palazzo della dieta, sede del governo giapponese, prima di andarsene, lasciando dietro di sé solo la distruzione affinchè nessuno, e nessuno che sia al potere, possa dimenticare di quanti siano morti invano e riposino sotto l'oceano attendendo ancora che il Giappone ritrovi l'anima che ha perduto durante la guerra, l'orgoglio e l'onore delle sue genti.

Godzilla cambia aspetto, di film in film, adattandosi al technicolor, alle tecnologie dell'epoca, ai gusti e alle mode, ma se devo essere sincero, il primo Godzilla è quello che preferisco nell'aspetto, forse non quello che immagino quando penso a Godzilla, ma è il Godzilla che più lo rappresenta, che più incarna il concetto di Godzilla.

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Il primo Godzilla è un film in bianco e nero, per cui anche la rappresentazione che lo ritrae è tale b/n. In questo gasha, alto appena 6 cm, di cui uno è la sola base, Godzilla è ritratto in una scena celebre del film, in cui per la prima volta gli uomini cercano di contrastarne la minaccia usando delle armi convenzionali.

Trovo abbastanza "tenera" l'ingenuità di utilizzare dei cannoni antidiluviani per bersagliare il colosso di gomma. Godzilla verrà colpito da qualunque tipo di arma da fuoco nella sua filmografia, dalle semplici pistole fino ai bombardamenti aerei...
Il fatto è che non hanno mai avuto effetto, e che nonostante tutto, ogni volta, si ritenti sempre di abbatterlo con i carriarmatini o gli aereoplanini. Nemmeno il solletico gli hanno mai fatto.

Godzilla è una minaccia naturale, è come uno tsunami, o un terremoto, e la distruzione che si lascia alle spalle ricorda molto da vicino gli effetti di questo genere di fenomeni, contro cui, per l'appunto, un cannone non può certo avere la meglio.

Il modellino è, come detto, molto piccolo, ma non si risparmia certo in dettagli.
La colorazione tanto di Godzilla quanto del resto dell'enviroment è grezza, sporca, perfettamente adatta a ciò che deve rappresentare.

In questa rappresentazione Godzilla ha ancora delle orecchiette ben visibili, e la coda non è troppo lunga o imponente. Si trattava di un costume di lattice di un centinaio di chili, molto complesso da spostare, e sul quale era andato praticamente l'intero budget del film.

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L'aspetto variava di inquadratura in inquadratura e di scena in scena perchè esistevano vari "corpi" del mostro adatti di volta in volta all'uso che doveva esserne fatto.
Questo figurino è composto di vari pezzi, fra cui la cresta che contraddistinguerà ogni Godzilla anche in futuro, il livello di dettaglio è veramente elevato, è un lavoro davvero curato sebbene le dimensioni farebbero pensare al contrario.

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Il primo Godzilla è anche l'unico su cui l'umanità ha la meglio. Viene ucciso dal Dr Serizawa, un fisico che realizza un'arma all'ossigeno battezzata "Oxigen Destroyer"
Serizawa si sacrifica con il suo strumento per fare in modo che nessuno possa in futuro commettere gli stessi errori e realizzare un'arma talmente potente.
i riferimenti all'atomica sono, ovviamente, non casuali.

Del primo Godzilla resterà sul fondo dell'oceano solo lo scheletro... nonchè tutte le modifiche sostanziali alla flora e alla fauna dovute all'Oxigen, e che poi torneranno nei film successivi.

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Consiglio caldamente la visione di questo pezzo miliare della storia del cinema internazionale.

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Ultima modifica di Astrotrain il sab set 07, 2019 3:32 pm, modificato 1 volta in totale.



ven set 06, 2019 11:46 am
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Bellissimo! Incarna perfettamente il Godzilla del '54 :beer:


ven set 06, 2019 12:12 pm
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1955, sono passati solo cinque mesi dall'uscita del primo film di Godzilla, ma il successo di tale film fu talmente sconsiderato da spingere i produttori a richiedere un nuovo film in tempi strettissimi.

Questa volta il regista non sarà Honda, e ciò si sente chiaramente, così come si sente anche la mancanza del tema musicale del primo film, che porta il film a perdere un pò di "mordente"
Eppure "Il re dei mostri" non è affatto una pellicola "debole", solo un pò lenta, e a tratti più sacrificata visivamente rispetto al suo predecessore, che comunque poteva vantare un budget molto più basso.

Sebbene Godzilla sia morto il film inizia, in breve, con due uomini che si imbattono, loro malgrado, in un combattimento fra due grandi mostri sull'isola di Iwato.
E' anche la prima apparizione di Anguirus, la mutazione, secondo gli scienziati, di un anchilo-sauro sopravvissuto fino ai giorni nostri e incorso nelle radiazioni degli esperimenti nucleari dell'uomo che lo hanno reso un mostro gigante.

Quando viene avvistato Anguirus sta ferocemente combattendo contro un nuovo Godzilla.
Da quel momento i due mostri vengono costantemente monitorati mentre il loro combattimento si avvicina sempre più a Osaka facendo preoccupare i residenti.

Nel film emerge forte la paura tanto da parte degli scienziati, quanto dei potenti, nel constatare l'esistenza di un nuovo Godzilla, e la consapevolezza che non c'è possibilità di arginarne la furia.
Anguirus non sembra essere percepito come un problema, ma l'idea è quella di spingerlo a combattere Godzilla, nella speranza che i due contendenti finiscano con l'annullarsi a vicenda.

Ovviamente ciò non avviene, Anguirus viene sconfitto, e Godzilla viene attratto al largo dall'esercito, ma ciò ha segnato profondamente l'area cittadina.

Dopo un pò di tempo, Godzilla viene ri-avvistato in una zona dell'artico, l'esercito lo condurrà fra due montagne di ghiacci perenni e con l'aiuto di un idrovolante che fungerà da elemento di distrazione, verrà poi lì bombardato dall'aviazione e intrappolato, auspicabilmente per sempre, nel ghiaccio e nella neve.

Maaaa... veniamo a noi:
Ancora una volta la basetta (tocco di classe) riporta una targhetta con il titolo originale del film (Il contrattacco di Godzilla) e, ancora una volta si tratta di un modello in bianco e nero, esattamente come la pellicola da cui è tratto.

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La scena si spiega da sola, Godzilla, attratto dall'idrovolante cerca di liberarsene mentre incautamente cade in trappola.
Questa volta il modello è alto "ben" 10 cm (uno di base sollevata) Godzilla da solo ne fa sei e mezzo.

Il nuovo Godzilla, in un certo senso, ricorda il vecchio ma si avvale di alcune importanti differenze, come la coda, che questa volta è molto più viva e imponente.
La bellezza dello sculpt si commenta da sola, la scena è davvero iconica.

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Uno scatto ravvicinato dall'altro lato per apprezzare la minuzia dei dettagli della pelle del mostro.
E' incredibile come la figura risalti tanto bene grazie all'ausilio di soli due colori, il nero della plastica base, e il bianco della montagna innevata.
Rispetto alla figure del primo film, con una colorazione sporca, oleosa (anche se così voluta) questa è pulita, farinosa, dettagliata... eppure è solo un colore, che crea differenze di tono a seconda della quantità con cui viene distribuito sullo sculpt.

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Un'altra caratteristica di questo nuovo Godzilla era la possibilità di farne muovere gli occhi; il volto, al contrario di quello del precedente film, è più costante nelle fattezze somatiche durante la pellicola e non subisce variazioni a seconda delle inquadrature.
Risulta così molto più "caratteristico" sebbene l'impatto visivo dei combattimenti in campo aperto sembri involontariamente molto meno "minaccioso" di quanto fosse il primo, finto e falsato.

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L'idrovolante è ancorato alla vetta da un perno trasparente; non infastidisce affatto e non rovina la scenetta, nonostante le dimensioni anche il veivolo è sufficientemente realizzato ad arte, tanto di cappello ai giapponesi, conoscono la via del samurai.

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in totale la figure è lunga 11 cm, risulta quindi più grande di quella del primo film, ma l'aspetto finito è perfino migliore.
La montagna conferisce a tutta la scena una certa austerità, a pensarci, per un film del 1955 era davvero un set epico.
Quando oggi viene realizzato un film, i lavori degli illustratori mantengono comunque una certa carica e una certa ispirazione, ma non si può sempre dire lo stesso (quasi mai) del lavoro nel girato finito in sala.

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Vedere una scena come questa è invece qualcosa di... appagante, in un certo senso, è minacciosa, potente, e fantasiosa al punto giusto. Godzilla non ha bisogno di molte cose, l'aereo qui è ritratto in una scena che nella sua semplicità è davvero energica, e forte. Ricorda un pò l'onda di Hakusai, Godzilla e la vetta ghiacciata sono entrambe due espressioni della forza inarrestabile della natura.

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E' una figure davvero bella, e quando l'ho presa non pensavo certo di dirlo, ma credo che sia uno dei pezzi più "particolari" e "ricercati" della mia collezione, ne sono davvero soddisfatto.

...
E aggiungiamoci che è l'ideale dopo una pessima giornata al lavoro :cheer:

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Ultima modifica di Astrotrain il sab set 07, 2019 10:41 am, modificato 1 volta in totale.



ven set 06, 2019 11:44 pm
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Omake time!
Tre foto aggiuntive...

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Il dettaglio dello sculpt, tanto di Godzilla ché della montagna, impressive!

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Ancora dettagli, la porosità dei ghiacciai perenni vista da vicino.

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Questa non va nemmeno commentata, sembra una foto del national geographic, una copertina, J'adior!
Non ho usato nessun filtro, queste sono foto a colori del soggetto, fate vobis :cheer:

Qui di seguito la prova a sostegno con l'ausilio di un soggetto più colorato.

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sab set 07, 2019 12:12 am
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Messaggio Re: Astrotrain - Vizi e virtù del Commodoro
XD meno male c'è lo sturmtrooper.

Bellissimi gashapon, di rara fattura. Bello ripercorrere attraverso di loro la filmografia del re dei mostri.

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sab set 07, 2019 3:48 am
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1962 - Il trionfo di King Kong

O... più comunemente conosciuto come Godzilla vs King Kong.
Il film è piuttosto famoso per vari motivi, innanzitutto è il primo film a colori della serie, in secondo luogo, è il primo film di Godzilla con la formula del "combattimento" senza esclusione di colpi fra due mostri; nel film precedente, infatti, la caratura dello scontro fra il gigante radioattivo e Anguirus viene a perdersi molto a seguito dei tempi ridotti per realizzare il film. E il tutto si incentra più sui rapporti umani ché sul combattimento vero e proprio.

In "il trionfo di..." avviene invece l'esatto opposto.
Pur non mancando i dialoghi e le discussioni che, più di una volta risultano teoriche e campate in aria, quasi riempitive e nosense, tutta l'attenzione è diretta in favore dei due colossi che si fronteggiano, con il risultato da rendere ancora oggi il film della toho quello con maggiore affluenza di pubblico.

Tutto ciò però avviene dopo svariati anni, e se pure il Godzilla presentato è, e rimarrà durante tutta l'era showa, quello visto nel 1955, le differenze sul costume sono davvero sostanziali, e quello che appare è un godzilla fondamentalmente diverso.

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Nel film Godzilla appare molto meno slanciato, più goffo e quasi impacciato (miliare la scena dove "inciampa" letteralmente addosso a un edificio, l'attore non aveva buchi per gli occhi sul costume, e recitava totalmente alla cieca)
Il costume doveva infatti essere molto più mobile dei precedenti per poter interagire con l'attore che avrebbe interpretato Kong. Ecco perchè compaiono su tutta la superficie del corpo pieghe a caduta, soprattutto in corrispondenza delle ginocchia, dei fianchi e delle braccia.

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Il Godzilla de "il trionfo di..." è inoltre più largo, è palesemente un individuo in costume, e non c'è l'ombra di realismo nel film. E' puro intrattenimento, pura azione.
Rimane tuttavia un film molto importante:
nella pellicola gli scienziati sembrano individuare per la prima volta un punto debole di Godzilla, pare infatti che il mostro sia suscettibile agli attacchi elettrificati dal momento che è un rettile (don't ask)
Viene così eretta intorno a Tokyo una barriera di tralicci che più volte comparirà anche in futuro, e da questo film in poi si approfondiranno sempre più armi a potenziale elettrico da impiegare contro G, da cui infine deriveranno anche i famosi cannoni Maser.

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Il film si suddivide inizialmente su due fronti, in uno segue le vicende legate a Godzilla, riemerso da un Iceberg a inizio film (la continuity è importante, essendo precedentemente stato sepolto nel ghiaccio)
Nell'altro segue invece King Kong, che viene individuato da due comici esploratori nell'isola di Faro per conto di un magnate giapponese che vorrebbe farne un'attrazione turistica.

Il film è ricco di gag, e risulta molto divertente e scanzonato rispetto alle atmosfere più cupe dei precedenti film.

Le scene girate sull'isola di Faro, ricordano molto i film di Allan Quatermain, e quel genere di avventura che era molto di moda a metà degli anni '60.
Mentre viene arginata la furia di Godzilla nel suo peregrinare per il giappone, Kong viene condotto in città dopo essere stato addormentato, ovviamente le cose vanno storte e tutto in breve diventa una riedizione della storia originale, con la bella che viene rapita e il bestione peloso abbarbicato sui palazzi che viene bersagliato dall'esercito.

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Più volte nel film i due mostri si scontrano, senza che vi sia un vincitore.
Nel finale saranno i tralicci dell'alta tensione a dare a Kong la carica necessaria ad affrontare il re radioattivo alla pari; verremo infatti a sapere per amore di scienza, che se la corrente elettrica indebolisce Godzilla perchè è un rettile, di riflesso ne aumenta invece l'energia di Kong poichè è un primate (DO NOT ASK)

Il film non va preso seriamente, come detto è solo intrattenimento, va visto e goduto, fine.

Ancora una volta Godzilla ha una coda imponente, ormai tratto distintivo del personaggio, nel film è anche la prima volta che la coda stessa viene usata dai suoi avversari per poterlo afferrare e fargli perdere l'equilibrio sbattendolo a destra e a manca.

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Questa volta la figure è alta sette cm, (uno di base) e non rappresenta una scena in particolare,
sebbene...
Sebbene questa volta i modelli siano due, e non uno soltanto.
YEAH! Avete capito bene.

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Il secondo modello è di otto cm, uno sempre di base e ritrae Godzilla mentre allarga le braccia per paventarsi di fronte a Kong.

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La scena nel film esiste, e non è "epica" anzi, direi che del film di epico c'è davvero poco, però rimane impressa nella memoria per la goffaggine che fa assumere al mostro.
Il nuovo Godzilla possiede una mimica più accentuata e la sua gestualità è davvero comunicativa, l'idea era che dovesse risultare più divertente perchè la Toho si era resa conto che poteva raggiungere un pubblico anche più giovane attraverso i propri mostri.

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Questa volta, in entrambi i modelli il colore è più importante, soprattutto nella seconda statuetta, il pavimento roccioso spicca grazie a un verde acceso che dà profondità alla scena.

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E' da notare che sono due sculpt differenti, ma entrambi risultano davvero curati e ben rassomiglianti a ciò che si vede nel film.
La cresta ossea è questa volta più sporgente rispetto ai primi due Godzilla, e inizia ad assumere quella forma caratteristica che poi si protrarrà anche nei film a venire.

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Il film è sicuramente un film che da apassionati non dovrebbe mancare nella propria esperienza, è ridicolo, divertente, scanzonato, non ha grandi pretese, ma quando uscì il film era un vero kolossal, e ciò lo trasuda da ogni scena, ricco di colori, di dettagli, costumi, effetti speciali (perfino il "satellite" delle telecomunicazioni che sembra una base spaziale)
E' ricco di ingenuità, ma questo non vuol dire che non sia un divertente intrattenimento, o che non possa coinvolgerci anche oggi.

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E' un film che mi sento di consigliare, ed è probabilmente il più importante della serie per un pubblico occidentale, dal momento che coinvolge quello che era il "nostro" mostro per eccellenza, non va scordato che Rambaldi lavorò agli effetti speciali del King Kong del 76 vincendo l'oscar per questi ultimi.
Anche in "Il trionfo di King Kong" sono presenti numerosi attori americani, che conferiscono al film un'aria più internazionale e digeribile per i non avvezzi al cinema d'oriente.

Da vedere, mi raccomando, mangiate tutta la vostra verdura! :cheer:

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sab set 07, 2019 2:08 pm
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Quante gif da quel film XD

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dom set 08, 2019 2:30 am
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