Mechanical Rage - RX-78-2 Gundam
Gunpla

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RX-78-2 Gundam

Bandai 1/60 Perfect Grade Scale Plastic Kit

Model and Photo by Tetsuya

 

RX 78 2PG

 

 Dati Tecnici  
 Altezza  18 m
 Peso Standard  43,4 t
 Peso a Pieno Armamento  60 t
 Generatore di Energia  1380 Kw
 Propulsori  24.000 Kg x2; 1.870 Kg x4
 Accelerazione  0,093 G
 Raggio di azione dei Sensori
 5.700 m
 Tempo di rotazione 180°
 1,5 secondi
 Materiali dell'armatura
 Lega Lunarium Titanium
 Armamenti

 Beam Rifle; Beam Saber x2; Vulcan Gun (60mm) x2;
 Beam Javelin; Hyper Bazooka (380mm); Gundam Hammer

 

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 Riferimenti alla versione animata

Alla fine del 20° secolo, sulla Terra, vi fu un boom demografico. Questo spinse il Governo Federale Terrestre (E.U.G. Earth Union Government) a tentare l’evacuazione della popolazione verso lo spazio. L’importanza di questa decisione portò anche l’uso di un nuovo calendario: UC (Universal Century). Col passare degli anni, il risentimento da parte della popolazione in esodo forzato nello spazio, divenne tale da far scoppiare una guerra tra la federazione terrestre e i coloni spaziali riunitisi sotto la bandiera di Zion: la famosa guerra di un anno! (UC 0079).
L’RX-78-2 è il risultato del progetto segreto “V” con il quale l’esercito terrestre ottenne la vittoria nei confronti delle forze di Zion. Il Gundam (General Purpose Utility Non Discontinous Augmentation Maneuvering weapon system) venne pilotato da Amuro Ray. Il padre di Amuro ne curò invece il progetto.
Gundam venne dotato dell’A.M.B.A.C. (Active Mass Balance Auto Control): sistema computerizzato di auto bilanciamento che permette al mobile suit di camminare imitando la muscolatura umana. A differenza degli Zaku di Zion il MS terrestre fu fornito di un campo visivo più ampio, di un corpo più snello e soprattutto di un arsenale superiore alla media con armi innovative come il beam rifle e le temibili beam sabers.

 

 Costruzione del modello

Lo scheletro interno è stato dipinto interamente a mano con colori Humbrol. Questo perché spruzzando con l’aerografo avrei rischiato di incrostare, e quindi bloccare, le decine di piccoli meccanismi che permettono i movimenti degli arti.

Infatti tutte le giunture delle braccia e delle gambe possono essere mosse grazie ad una serie di pistoni (funzionanti) che rendono il tutto molto realistico...mai avrei pensato fosse possibile realizzare qualcosa del genere!

Una volta completata la verniciatura degli interni e ritoccati alcuni particolari con il color argento e il color oro, ho cominciato la preparazione dell’armatura esterna. Ogni singola parte è stata preparata per la verniciatura con carta abrasiva (P800) successivamente è stata spruzzata una mano di primer Tamiya. I colori finali sono stati tutti spruzzati con aerografo (considerato che è solo la seconda volta che lo uso penso che sia andata abbastanza bene...). I colori sono sempre della Tamiya ma prima di spruzzarli li ho diluiti con un pò di alcol rendendoli più opachi e più veloci nell’essiccazione. Ovviamente la verniciatura è stata effettuata quando i pezzi dell’armatura ancora non erano montati: questo per non rischiare di rovinare gli interni ma soprattutto per poterli maneggiare durante lo spruzzatura del colore e quindi verificare l’omogeneità della tinta :) Finita la verniciatura ho cominciato la “vestizione”...con un pò di dispiacere: è un pò un peccato coprire tutto il lavoro fatto per la struttura interna! Fortunatamente è possibile aprire l’armatura rendendo visibili i meccanismi interni rendendo il tutto ancora più realistico!

Il passaggio successivo è stato definire le famigerate “panel lines” (nemico di ogni modellista alle prime armi). Anche sotto questo punto di vista questo modellino si distingue dagli altri: le linee da colorare sono ben stampate sulla plastica ma soprattutto sono pocchissime!! Infatti i vari pannelli, essendo divisi realmente, non hanno bisogni di linee nere che ne definiscano i contorni...un mito!!
Comunque, ho colorato le linee con un nero opaco dell’Humbrol usando un piccolissimo pennello. Il colore in eccesso è stato grattato via con una lametta...metodo rischiosissimo ma efficace :)
Finito?...forse...il modellino poteva andare bene anche così, ma due dubbi mi assillavano: invecchiamento e adesivi. Da dove cominciare? Come fare? Potevo rischiare di rovinare il buon risultato raggiunto? Alla fine la risposta è stata: ok invecchiamento ma senza esagerare, ok adesivi ma pochi! Semplice :)

Il “trucco” per rendere il modellino pìù vissuto è stato passare con un pennello la polvere di un carboncino nero su tutte le parti che volevo rendere usurate...facile! Di adesivi invece ne ho applicati solo due stando attento a non lasciare bolle d’aria.

 

 

 Head Unit

La parte più difficile da montare è stata senza dubbio il piccolo circuito elettrico all’interno della testa che permette al piccolo led verde di illuminare gli occhi del Gundam e, grazie a un gioco di specchi, il sensore posto nella parte superiore. Il tutto viene alimentato da una pila posta in cassettino che si inserice orizzontalmente nella parte posteriore del capo.

 

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 Body Module & Core Block

Le foto seguenti mostrano i particolari interni ed esterni della parte centrale del modellino. Ero indeciso se utilizzare il Core Block oppure il bellisimo Core Fighter presente nella scatola. Alla fine ho deciso di completare per primo il Core Block e sfruttarlo per dare più compattezza al corpo del Gundam, mentre il Core Fighter è attualmente in fase di studio per il montaggio. Ho dovuto allargare leggermente l’interno della parte superiore del corpo per consentire al Core Block di entrare più facilmente e senza attrito. In questo modo la vernice non si rovina. All’interno dell’abitacolo c’è la miniatura di Amuro Rei...anche se da queste foto non si riesce a vedere :(
Un momento critico è stato quando una delle prese d’aria poste sul petto si è rotta....aargh! Fortunatamente con un pò di colla e con un pò di invecchiamento sono riuscito a mimetizzare il danno.

 

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 Back Pack

 

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 Arm Unit

C’è chi sostiene che le braccia abbiano un difetto di progettazione e che quindi prima o poi si rompano....tiè! Personalmente trovo che le braccia siano si fragili ma non al punto di doversi rompere. Anzi sono uno dei pregi di questo modellino in quanto a numero di particolari e snodi. Anche in questa parte del corpo sono presenti aperture che permetto di ammirare le meraviglie interne del Gundam.

Le mani articolate sono la cosa che più stupisce chi guarda per la prima volta questo modellino. La possibilità di muovere le dita è una caratteristica di tutti i Perfect Grade usciti finora. Ma il primo gunpla ad avere le dita snodate è stato il G-GUNDAM in scala 1/60. Forse un prototipo di PG da parte della BANDAI. Penso che nessuna persona, che sia in possesso di un PG, abbia resistito alla tentazione di posizionare le dita del Gundam nei modi più inconsueti...lascio a voi ogni giudizio :)

 

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 Leg Unit

Nelle gambe sono stati installati degli ammortizzatori che rendono il modellino più stabile, soprattutto quando viene armato il pesante scudo che sbilancia lateralmente il povero Gundam! Anche qui c’è un precedente nei gunpla della BANDAI: il GUNDAM F91 in scala 1/60. L’F91 è uscito ancor prima del G Gundam e aveva anche un “prototipo” di scheletro interno sul quale veniva montata l’armatura :) La storia insegna! L’RX-78-2 PG è quindi il risultato di tanti anni di studio dei progettisti BANDAI: un riassunto della migliore “tecnologia” applicata ai gunpla...yeah! I meccanismi delle gambe sono molto simili a quelli delle braccia, ovviamente visibili grazie alle solite aperture poste qua e la.

 

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 Shield and Weapons

Lo scudo è la parte più massiccia e pesante di tutto il modellino in quanto composta da vari strati di plastica. Il peso, forse eccessivo, dello scudo sbilancia il Gundam lateralmente. Comunque, a parte questo aspetto, il resto è degno di nota è mantiene alto il livello del modellino. Lo scudo può essere applicato sulle braccia o sulle spalle; la maniglia è regolabile in altezza; la feritoia può essere chiusa.

Il beam rifle è forse l’arma più usata dall’RX-78-2. In ogni caso, come vedete dalle foto, è stata data molta cura nella sua realizzazione. Il beam rifle è talmente ben dettagliato che non ho dovuto far altro che verniciarlo! Come per lo scudo, è possibile, quando non utilizzata, agganciare l’arma sul retro del MS. Se non fosse per il mirino gigante che non ho mai sopportato direi che è perfetto! Non so come sia venuto in mente a Okawara di creare un mirino cosi odioso :( Il beam rifle, differentemente dalle armi degli Zaku di Zion, è a raggi (appunto). Questo permette al Gundam di avere una potenza di fuoco al di sopra della media.

Se il beam rifle è il più usato, la beam saber è sicuramente la più famosa! Degna di un cavaliere Jedi è l’arma risolutiva dei combattimenti corpo a corpo. Nella scatola sono presenti due beam saber di plastica trasparente colorata. Ma la vera libidine è la beam saber presente nel CUSTOM SET #1. La beam saber è alimentata da una batteria al litio posta all’interno dell’impugnatura. Bhè penso che le foto parlino da sole....AMMIRATE! Sempre nel Custom Set #1 sono presenti dei pezzi di armatura trasparente da utilizzare nel caso non si voglia coprire lo scheletro interno...bha :( Personalmente l’ho preso solo per la beam saber.

 

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 Valutazione del modello (voto medio: 7,2)

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 Questa versione del Gundam ha dato il via ad una nuova serie di kit in plastica prodotta dalla Bandai: la serie Perfect Grade. L'RX-78-2 PG viene prodotto nel Novembre del 1998 per un prezzo di 12.600 Yen. Anche se la scatola è abbastanza anonima dal punto di vista delle illustrazioni (non ce ne sono), il contenuto è di sicuro qualcosa di incredibile. Assemblare e lavorare su un kit di questo tipo è una vera soddisfazione. Certo non è un kit per principianti o per chi ha poca pazienza, ma per tutti gli altri è sicuramente un pezzo da avere.